CRONACA


A un anno dal crollo del Morandi, com'Ŕ cambiata la vita dei lavoratori licenziati

martedý 13 agosto 2019



GENOVA -  C'è chi quel 14 agosto 2018 ha perso il lavoro e ha dovuto cambiare vita. E' il caso dei dipendenti licenziati della Lamparelli, Vergano, Piccardo, le ditte che dopo il crollo di Ponte Morandi non hanno mai riaperto i battenti.

"Noi quel 14 agosto eravamo in ferie", racconta Marco Trucco, presidente del comitato dei lavoratori licenziati. "Quando ci ha chiamati il nostro titolare, tre giorni dopo, grazie ai vigili del fuoco siamo potuti entrare nell'area del magazzino e abbiamo subito capito che era impossibile tornare a lavorare. Su uno dei muri c'erano le carcasse delle auto e dei camion travolti dal crollo". L'area, infatti, è stata messa a disposizione sia per i rilievi giuridici sia poi per la ricostruzione del nuovo ponte. 

E per loro quest'anno è stato un lungo percorso costellato di incertezze, fino alle assunzioni a tempo determinato. Ma adesso, si avvicina lo scadere dei contratti. "Il mio contratto all'Amiu è uno dei primi a scadere a gennaio. Il governo che è traballante non è molto d'aiuto, ma sono fiducioso che assieme all'assessore Piciocchi troveremo una soluzione". 

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