CRONACA

A fine giornata il massacro dei manifestanti presenti nella scuola

21 luglio 2001: il blitz alla Diaz quando tutto sembrava ormai finito

di Elisabetta Biancalani

mercoledý 21 luglio 2021
21 luglio 2001: il blitz alla Diaz quando tutto sembrava ormai finito

GENOVA -  Sabato 21 luglio, di fatto l'ultimo giorno di vertice del G8 di Genova, si apre con la pesante eredità della morte di Carlo Giuliani avvenuta il giorno prima in piazza Alimonda, per mano del carabinierie Mario Placanica.

In piazza gli scontri iniziano nella zona di piazza Rossetti, poi piazzale Kennedy, via Casaregis. Scontri e devastazioni anche in corso Italia con auto e bidoni incendiati.

La giornata trascorre all'insegna della violenza, sempre per le frange estremiste. Ma la sera si spegne l'incendio della piazza e tutto sembra finito quando dopo le 23 "sentimmo elicotteri, arrivarono telefonate di spettatori che ci segnalavano che qualcosa stava succedendo alla Diaz" raccontano i giornalisti di Primocanale che avevano chiuso la diretta.

Le scuole Diaz e Pascoli sono dormitori per manifestanti, 93 quelli presenti al momento del blitz, e sede del Genoa Social Forum: in base agli atti del processo pare che residenti videro alcuni manifestanti gettare materiale come caschi e oggetti atti ad offendere, in cassonetti, le forze dell’ordine intervennero ufficialmente per una perquisizione e riferirono della presenza esterna di black bloc. Si para anche di una sassaiola ai loro danni, ma mancano elementi processuali che giustificano la violenza che si scatenò nei confronti dei manifestanti e dei giornalisti presenti nelle strutture: fu distrutto il materiale presente, tra cu i computer del Genoa Social Forum.

Ancora recentemente strascichi del processo LEGGI QUI

Processo che ha portato alla condanna di 25 poliziotti, senza carcere ma con l'interdizione dai pubblici uffici per gli alti dirigenti. 

Inoltre per le leggi dell'epoca non esisteva il reato di tortura che venne invece riconosciuto, per la Diaz come per i fatti della caserma di Bolzaneto, dalla Corte Europea per i diritti dell'uomo. 

Tutti condannati per falso aggravato, il resto prescritto dopo 11 anni, in relazione ai verbali di perquisizione e arresto a carico dei manifestanti, rivelatisi pieni di accuse infondate: caso più eclatante le molotov introdotte dalla polizia nella struttura per giustificare l'assalto. 



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