cronaca

Provocatoria denuncia dell'attore genovese Pannelli che lancia una petizione contro l'accordo fra Stato e Aspi
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"Cento milioni di persone hanno rischiato la vita nella lotteria della morte sul Ponte Morandi perché tanti sono gli automobilisti che sono passati sul viadotto negli anni in cui l'inchiesta ha dimostrato che era già fatiscente".

E' la provocatoria denuncia di Nicola Pannelli, attore genovese, alle spalle esperienze in cinema e teatro, che con un lavoro da giornalista d'inchiesta ha studiano i transiti medi sul Morandi estrapolando così il numero ipotetico dei cittadini che hanno rischiato di precipitare dal Morandi ammalorato.

Pannelli ha avviato una raccolta di firme sui social contro l'accordo fra la Cassa depositi e prestiti dello Stato e Autostrade per l'Italia che "regala miliardi" ai padroni di Aspi.

"Sono stato spinto da una rabbia di cittadino indignato a muovermi in prima persona contro Autostrade" spiega ancora l'attore, che abbiamo incontrato sotto il nuovo ponte San Giorgio, in via Fillak, a Certosa, nella radura della Memoria
 
"Una rabbia molto simile a quella di un giornalista che sente la necessità di raccontare una storia tramite i fatti, da questo è partita la raccolta di firme, ora sto ascoltando le storie della famiglie delle vittime, voglio fare un film sul Morandi, perché questa tragedia partorita dalla corsa al profitto, simili a quelle accadute in ogni altra parte del mondo, non può essere dimenticata".

"Io mi sono affiancato alla battaglia delle vittime e dei loro familiari - spiega ancora l'attore - perché temevo che la memoria si sgretolasse e che dopo i roboanti annunci ed i discorsi fatti dopo il crollo piano piano si spargesse il disinteresse. In collaborazione con molti attori, colleghi, amici, a dicembre del 2019 ho cominciato una ricerca, perchè ero rimasto colpito da una frase che avevo letto su un quotidiano: "I ponti crollano in tutto il mondo, di che ci stupiamo...", come se fosse normale che cose del genere accadano e che le persone perdano la vita in questo modo. Mosso da questo sentimento ho scoperto tramite Wikipedia che esiste una serie sterminata di ponti crollati, e di questi molti negli Stati Uniti, che noi riteniamo il Paese più avanzato del mondo


"Ho cominciato a studiare e poi a raccontare durante il lockdown sui social la storia di questi crolli - continua Pannelli - avvenuti già nell'800, ho scoperto che dietro a tutti i casi che ho analizzato, che si trattasse di ponti ferroviari, autostradali o pedonali, c'era sempre una mancanza di manutenzione, qualche difetto strutturale, dovuti soprattutto agli eccessivi risparmi o alla fretta, alla corsa sfrenata verso il profitto. Questa parola è diventata il simbolo della nostra società così come in quella americana, dove il profitto è diventato un'icona religiosa a cui nessuna può mettere modifiche".

"Io ho dato vita a questa petizione - spiega ancora Pannelli - perché oltre ad essere un attore e cercare materiale per raccontare delle storie, sono un cittadino arrabbiato che pretende per tutti, oltre che per se stesso, che sia fatta giustizia. Io ho molta fiducia nella magistratura, che ha fatto un lavoro eccezionale anche se sono spaventato dalla notizia che i vertici della guardia di finanza vengano promossi e trasferiti, portati via da questa vicenda. La petizione da me promossa si può firmar e sulla piattaforma change.org oppure sulla pagina Facebook "Ponte Morandi" da me aperta come archivio più di un anno fa. Come titolo è stato scelto "Non regaliamo miliardi a chi ha lasciato che il ponte Morandi crollasse", la manifestazione davanti alla prefettura organizzata dal senatore Crucioli con i familiari delle vittime per opporsi all'accordo fra Stato e Autostrade non è servita, visto che nell'ultima assemblea dei soci di Aspi è stata accolta la proposta di Cassa depositi e prestiti di regalare miliardi su miliardi ai responsabili del crollo del Ponte e ha fatto profitti sulla pelle delle persone, è per questo che i cittadini devono tornare a occuparsi di politica, non deleghiamo, partecipiamo."

Pannelli poi torna sul progetto del film: "Per far ricordare questa vicenda, ho pensato ad un cortometraggio che racconti storie di personaggi inventati che si mettono in viaggio il 14 di agosto per andare incontro ad un tragico appuntamento con la lotteria della morte. Il film è fatto in modo che ci si ricordi delle persone, reali, non dei numeri, persone che avevano le loro vite, i propri problemi, i propri rapporti e farli vedere vive, persone come noi che hanno perduto la vita per noncuranza, incapacità e malafede altrui."