CULTURA

La visione del sindaco Simone Franceschi

"Mi sono rotto": l'affondo del Cucinosofo sull'entroterra dimenticato e la politica/3

mercoledý 20 gennaio 2021



VOBBIA - Il terzo contributo al dibattito, avviato dalle parole del Cucinosofo, Sergio Rossi, all'interno della puntata sul Parco Antola, a riguardo del futuro dell'entroterra dimenticato, giungono dal sindaco di Vobbia (nella foto).

Simone Franceschi è consigliere della Citta Metropolitana di Genova e coordinatore della commissione trasporti e viabilità di Anci Liguria. 

Il suo intervento fa riferimento all'amara riflessione (vedi sopra) di Rossi che nel corso della trasmissione (link sotto) ha motivato il proprio scetticismo.

E' possibile rivedere gli altri commenti a questo indirizzo: 

https://www.primocanale.it/network/viaggio/index.php sel=news&key=viaggio%in%Liguria

A seguire la visione del primo cittadino vobbiese:

"In verità gli strumenti sono stati pensati, sia con le iniziative della Regione Liguria a sostegno delle botteghe dei piccoli comuni, ma soprattutto con l’approvazione all’unanimità della Legge Realacci nel corso dell’anno 2017.

Oggi, bisogna concludere l’approvazione dei decreti attuativi e finanziare le misure previste. Con il decreto Rilancio, il parlamento ha permesso di stanziare 210 milioni di euro in Italia per il triennio 2020-2023, da destinare ai Comuni delle Aree Interne, per sostenere le attività esistenti, con contributi a fondo perduto per le attività economiche esistenti o nuove.

Una misura parziale, perché copre per ora solo la metà dei comuni liguri potenzialmente interessati, ai quali sembrerebbe possano aggiungersi altre risorse della Finanziaria 2021.

Ovviamente non soddisfano i tempi, ma qualcosa si muove. Anche per questo la Vallescrivia, si è già candidata per essere un altro territorio nel quale sviluppare le Strategie delle Aree interne in Regione Liguria, viste le ulteriori risorse nazionali e regionali che si rendono disponibili, e anche da lì possono nascere opportunità di sviluppo per servizi e attività economiche, che devono lavorare in sinergia per il territorio, dove tutti accettino una sfida per il suo accrescimento.

Perché è vero quello che dice Rossi, sulla necessità che le Istituzioni si impegnino per questo obiettivo, soprattutto con dei tempi che non siano biblici, ma è anche vero che le istituzioni devono avere interlocutori privati, che devono avere la volontà di accettare una ulteriore sfida -  già impegnativa e complicata la gestione di una attività nei nostri territori – che è quella di essere parte di un progetto più ampio, nel quale tutti devono dare il loro contributo".  



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