CRONACA

Alle 10; 14.30; 18.45, 20.30 e alla fine del concerto del Teatro Carlo Felice 'Concerto per Genova'

'Il suo telefono suonava ma non rispondeva', su Primocanale il primo docufilm dedicato alle vittime

di Tiziana Oberti

venerdì 31 luglio 2020



GENOVA - 'Il suo telefono suonava ma non rispondeva'. È questo il titolo del primo docufilm della serie "Il ponte, 24 mesi tra dolore e speranza" in onda oggi su Primocanale alle 10; 14.30; 18.45, 20.30 e alla fine del concerto del Teatro Carlo Felice 'Concerto per Genova'.

'Il telefono suonava ma non rispondeva' è la frase che accomuna il racconto dei familiari delle vittime che hanno deciso di parlare del 14 agosto 2018 e dei loro cari. Lo hanno fatto con fatica, nonostante il dolore, per rendere loro la giusta memoria. Mirko, Luigi, Emmanuel, Claudia, Andrea, Manuele, Camilla, Andrea: sono loro i volti e le storie con le quali racconteremo 43 vite spezzate.

"Claudia e la sua famiglia stavano andando al mare, erano appena tornati dal viaggio di nozze negli Stati Uniti ed erano felici" così Egle Possetti ricorda la mattina di quella vigilia di Ferragosto di due anni fa per sua sorella suo cognato e i suoi nipoti.

"Luigi era all’ottavo giorno di lavoro, aveva quattro figli e ha sempre sognato di costruire una famiglia numerosa - racconta il papà Giuseppe - viaggiava insieme a un collega sul furgone, il suo collega si è salvato e ne sono felice ma manca, manca ogni giorno".

"Mirko era l’amico di tutti - racconta mamma Paola - amava leggere ma era anche un brontolone inseparabile dai suoi Ray-Ban" quella mattina era a lavorare nell’isola ecologica dell'Amiu proprio sotto il pilone nove di ponte Morandi. Lei è stata tra i primi ad arrivare e per cinque giorni e cinque notti è stata lì vicino alle macerie ad attendere che i soccorritori le restituissero il corpo del figlio.

"Andrea andava a lavorare in porto, aveva deciso di fare un doppio turno per poter festeggiare il giorno dopo i novant’anni della nonna a cui era legatissimo" a descriverlo Giovanna e Barbara, la mamma del figlio di Andrea e la compagna, loro si definiscono 'il miracolo di Andrea' perché lui sognava una famiglia allargata ma l’ ha avuta solo dopo la tragedia.

"Henry aveva trovato una nuova vita in Italia dopo aver vissuto i primi anni della sua infanzia in Colombia - dice il fratello Emmanuel - negli ultimi tempi aveva un incubo ricorrente quello di morire uscendo da una galleria...ed è morto così".

Ogni martedì e venerdì un nuovo docufilm. Martedì ripercorreremo la giornata del 14 agosto 2018. 

Commenti


I NOSTRI BLOG

Grif House
Samp Place