cronaca

Prima puntata con il nuovo format in Terrazza Colombo
1 minuto e 37 secondi di lettura
"La cosa peggiore per noi è l'incertezza del domani, non sapere cosa ci succede". Incertezza e cioè, come da vocabolario, mancanza di chiarezza, stabilità.

La prima serata della trasmissione 'Genova nel cuore'  nel nuovo format con un pubblico tutto composto da persone coinvolte nel crollo del ponte ha questo minimo comune denominatore.

Le parole del signor Giorgio sono quelle di chi abita in via Campi, strada aperta ma attaccata alla zona rossa ma sono anche quelle di Fabrizio, uno di quelli che in via Porro è tornato ad abitare ma non sa cosa succederà domani. Ma c'è anche chi ha già dovuto sospendere la propria attività come il benzinaio di via Fillak

"Noi viviamo nell'incertezza che per riaprire via Fillak - ha raccontato Antonella Panaro moglie del titolare del distributore di carburante - ci vorranno almeno due anni però due anni senza un lavoro non ci si può stare e per ora non abbiamo trovato una soluzione".

Incertezza nel non sapere cosa succede domani, nel non sapere come ritrovare un lavoro o come proteggerlo. "Tempi certi, le attività seppur piccole hanno la necessità di programmare e quindi di sapere" ha raccontato Enzo Greco presidente CIV 'Vivicertosa'

Negli studi di Terrazza Colombo ci sono varie umanità, varie criticità, ma il minimo comune denominatore resta quello: l'incertezza. In fondo basterebbe dare dei tempi chiari, anche dolorosi, ma chiari e onesti. E invece si resta così, sospesi.

Primocanale ogni lunedì ci sarà per fare il punto con chi è coinvolto e per dare risposte attraverso le autorità. E dall'uomo più anziano in studio, Gherardo 83-enne sfollato di via del Campasso arriva la chiosa finale.

"Io spero che tutti quanti - ha concluso Gherardo Gherardini - possiamo trovare un sollievo dalle autorità competenti, ci auguriamo prevalga il buon senso, abbiamo bisogno di risposte".