IL COMMENTO


"Eravamo troppo felici", oggi il terzo docufilm con la storia di Claudia, Andrea, Manuele e Camilla

di Tiziana Oberti

venerdì 07 agosto 2020



“Mia sorella Claudia lo dice spesso: eravamo troppo felici, io non so se lo eravamo troppo, di certo eravamo felici”. Così inizia il terzo docufilm della serie “Il ponte, 24 mesi tra dolore e speranza”. La voce è quella di Egle Possetti, presidente del Comitato ricordo vittime Morandi, lei il 14 agosto 2018 ha perso la sorella Claudia, il cognato Andrea e i nipoti Manuele e Camilla.

“Claudia e la sua famiglia andavano al mare a Riva Trigoso – inizia a raccontare Egle Possetti – erano appena tornati dal viaggio di nozze ed erano felici. Si erano sposati il 23 luglio dopo un po' di anni di vita insieme, Claudia aveva già un precedente matrimonio con Marcello da cui sono nati i miei due nipoti che erano con loro quel giorno”. “Claudia era una persona dolcissima, molto generosa. Andrea era una persona speciale e con Claudia avevano trovato la loro metà”.

Egle parla dei suoi cari un po’ al presente e un po’ al passato perché “ancora oggi a volte non mi rendo conto che non ci siano più” lo fa con gli occhi pieni di lacrime e il viso che ogni tanto si apre in un sorriso ricordando soprattutto i suoi nipoti.

“Manuele era un ragazzino troppo forte: era un appassionato di meccanica lui montava e smontava le moto. Aveva un viso che esprimeva una dolcezza molto grande, amava gli animali, adorava sua sorella, sua mamma era nel suo cuore e voleva molto bene anche a suo papà. Camilla, la mia nipotina, per me era bellissima erano due gioie di ragazzi e a me sarebbe piaciuto vederli crescere. Io tante volte quando vedo un ragazzino in moto cerco di vedere sotto il casco perché immagino ci possa essere lui e quando vedo una ragazzina con i capelli lunghi biondi penso sempre che potevano essere loro. Camilla me la sono sempre immaginata come una dottoressa; Manuele, invece, aveva anche la testa secondo me per poter fare qualcosa di più rispetto a quello che faceva in quel momento a scuola”.

“Nella tragedia se fosse successo qualcosa solo a loro due io credo che per mia sorella la vita sarebbe comunque finita: Claudia non sarebbe mai sopravvissuta alla morte dei propri figli, per lei erano tutto”. “Guardare le loro foto mi fa stare bene non mi angoscia perché li sento vicini, loro sono una parte di me ed è una parte di me che non c'è più e che io voglio in tutti i modi tenere più vicino a me possibile e posso farlo solo con le foto, non ho altri mezzi”. Il viso di Egle Possetti si fa serio quando ricorda il 14 agosto 2018 “il giorno più brutto della mia vita”. Il suo volto trasmette tutto l’orrore di quelle ore, un dolore ancora troppo recente.

“Sono arrivata dai miei e ho guardato il telefono, ho visto sul nostro gruppo di sorelle un messaggio di Nadia che diceva: ‘Caduto un ponte dove siete?’ e io per prima cosa ho chiamato Claudia ma il suo telefono suonava ma non rispondeva, il telefono di Claudia e Andrea suonava a vuoto mentre il telefono di Manuele e Camilla era staccato e questo mi ha fatto molto riflettere perché due ragazzini di quell’età non si staccano mai dal cellulare”.

Egle Possetti racconta poi il momento forse più duro quando ha dovuto trovare il coraggio di telefonare a Marcello il papà dei suoi nipoti: “Lui era in vacanza in Sardegna, l’ho chiamato perché le ore passavano e lui mi ha risposto allegro e io gli ho detto che Claudia e Andrea erano andati al mare, in quel momento ho sentito un urlo terribile…”. Ricordando quel momento, quelle grida Egle Possetti non trattiene le lacrime e i singhiozzi.

Egle Possetti in questi mesi è stata il volto dei famigliari delle vittime, lei a parlare davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel primo anniversario, lei presente per commentare le notizie emerse dall’inchiesta o sul rinnovo delle concessioni. Il suo obiettivo, come quello di tutti gli altri famigliari, è avere giustizia e non far dimenticare la tragedia: “Se possono vederci vogliamo che siano orgogliosi di quello che facciamo per loro".

Molto pacata, mai una parola fuori posto, o un gesto di stanchezza anche quando le giornate sono cariche di emozioni difficili da gestire. In questo racconto si lascia andare non solo al ricordo dei suoi cari ma anche a ricordare a tutti il dolore che ogni famigliare porterà con sé per tutta la vita. Lo fa alla fine con una frase che le disse un girono suo padre e che ha deciso di condividere con Primocanale: “Mi ricordo una volta che mio papà mi ha visto piangere e mi ha detto non devi piangere, smettila di piangere e quindi io davanti a lui non ho più pianto. In questo modo spero che anche loro possano trovare un po’ di pace”.

Il terzo docufilm andrà in onda su Primocanale alle 8.00; 11.00; 14.00; 18.45; 20.45; 22.45. Martedì prossimo racconteremo le storie di chi quel 14 agosto si è trovato senza una casa, sfollato e le difficoltà affrontate in questi mesi. 

Commenti


I NOSTRI BLOG

Grif House
Samp Place