Vai all'articolo sul sito completo

Cultura e spettacolo

Van Dyck e Mimmo Rotella protagonisti a Palazzo Ducale
3 minuti e 12 secondi di lettura
di Dario Vassallo
'Vertumno e Pomona' di Anton van Dyck

Genova nel 2026 si prepara ad essere un crocevia di cultura, arte e tradizione, con un tutta una serie di eventi capaci di attrarre pubblico locale, nazionale e internazionale. Mentre il calendario degli appuntamenti si riempirà piano piano, già due mostre però spiccano per importanza, entrambe a Palazzo Ducale che dal 20 marzo al 19 luglio nell'Appartamento del Doge ospiterà Van Dyck l'europeo e dal 24 aprile al 13 settembre nella Loggia degli Abati Mimmo Rotella 1945 – 2005.

Van Dyck l'europeo

E' la mostra più importante dedicata a Van Dyck degli ultimi venticinque anni, retrospettiva ambiziosa e spettacolare che rende omaggio a uno degli artisti più iconici della storia dell’arte, capace ancora oggi di parlare a pubblici diversi per gusto e sensibilità. Fu un vero genio del Seicento, pittore in grado di attraversare i secoli senza perdere forza, modernità e fascino. La sua straordinaria abilità consistette nel saper assorbire stimoli, linguaggi e culture differenti – dalle Fiandre all’Italia, fino all’Inghilterra – per poi rielaborarli in formule pittoriche nuove, eleganti e immediatamente riconoscibili. Un’arte colta e sofisticata, ma allo stesso tempo seducente e accessibile, allora come oggi.

L’eccezionalità della mostra risiede innanzitutto nei numeri: 58 opere suddivise in dieci sezioni tematiche, riunite grazie a prestiti provenienti dai più prestigiosi musei europei, dal Louvre al Prado e al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, dalla National Gallery di Londra agli Uffizi, dalla Pinacoteca di Brera ai Musei Reali di Torino, fino a importanti fondazioni e collezioni internazionali come la belga Phoebus e la portoghese Gaudium Magnum. Un insieme raro, che restituisce tutta la statura internazionale del maestro fiammingo. Ampio spazio è dedicato al soggiorno italiano tra il 1621 e il 1627, anni in cui Genova ebbe un ruolo centrale nella sua formazione e nel suo successo. Ma la mostra attraversa anche le altre tappe decisive della sua carriera come le Fiandre, patria d’origine, e Londra, dove Van Dyck divenne il pittore ufficiale di Carlo I d’Inghilterra.

L’esperienza non si esaurirà a Palazzo Ducale proseguendo idealmente attraverso itinerari urbani che condurranno alla scoperta di una Genova profondamente segnata dalla presenza di Van Dyck. Un invito a guardare l’arte non solo dentro le sale di un museo, ma nel tessuto di una città che nel 2026 vuole imporsi come uno snodo importante per la cultura europea.

Mimmo Rotella 1945 – 2005

A vent’anni dalla scomparsa, curata da Alberto Fiz in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella, l'esposizione ripercorre oltre sessant’anni di attività di uno degli artisti più radicali e visionari del Novecento, capace come pochi di intercettare le tensioni tra arte, immagine e società contemporanea e di trasformare la materia urbana in linguaggio poetico attraverso l’invenzione del décollage: manifesti pubblicitari strappati dai muri della città e ricomposti sulla tela a diventare frammenti vibranti di una realtà in continuo mutamento in cui colse il ritmo della vita moderna, il consumismo, il cinema e l’immaginario collettivo.

Oltre cento opere comporranno un percorso articolato in cinque sezioni. Dalle prime sperimentazioni astratte del secondo dopoguerra, ancora attraversate da suggestioni surrealiste, fino ai lavori degli ultimi anni, la mostra vuole restituisce tutta l’attualità di un artista che ha fatto dell’immagine un campo di battaglia. Tra i lavori più emblematici della sua produzione non mancherà un nucleo dedicato a Marilyn Monroe che Rotella trasformò in immagine fragile, spezzata, consumata dallo sguardo collettivo. Poi, accanto ai décollage, la mostra metterà in luce il laboratorio incessante di Rotella: dagli artypo agli effaçage, dai frottage alle tele emulsionate, dai riporti fotografici alle estroflessioni. Tecniche diverse, ma unite da un’unica ossessione: andare oltre la superficie dell’immagine, smascherarne i meccanismi, raccontare la nascita della società del consumo e la sua progressiva saturazione visiva.

Ad arricchire l’esposizione ci saranno materiali d’archivio e documenti audiovisivi a costruire un racconto immersivo che vuole restituire la complessità di una figura centrale nella storia dell’arte contemporanea.

Iscriviti ai canali di Primocanale su WhatsAppFacebook e Telegram. Resta aggiornato sulle notizie da Genova e dalla Liguria anche sul profilo Instagram e sulla pagina Facebook