
Due coniugi tunisini di circa 50 anni sono stati arrestati ieri sera dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Genova per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di libero servizio. L’episodio, avvenuto nel pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Giannina Gaslini, ha tenuto in scacco il reparto per oltre un’ora e ha richiesto l’intervento del taser per neutralizzare l’uomo, che si era puntato un coltello alla gola e poi lo brandiva contro i militari.
Parapiglia nel pronto soccorso del Gaslini
I due figli minori della coppia – tolti ai genitori con un provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Genova – si trovavano al Gaslini per accertamenti medici. Quando i genitori si sono presentati in ospedale, la situazione è precipitata: prima aggressioni verbali al personale sanitario, poi l’interruzione del regolare funzionamento del pronto soccorso. Per più di sessanta minuti le ambulanze in arrivo non hanno potuto scaricare i piccoli pazienti e diversi bambini presenti nel reparto sono rimasti terrorizzati. L’uomo, senza fissa dimora e con precedenti per reati contro il patrimonio, ha estratto un coltello, se l’è puntato alla gola minacciando di autolesionarsi e, all’arrivo dei carabinieri chiamati dal 112, ha iniziato a sventolarlo verso i militari che tentavano di avvicinarlo.
La convalida dell'arresto e il processo
Per evitare rischi maggiori agli altri pazienti, operatori e agli stessi militari, i carabinieri hanno fatto ricorso al taser, immobilizzandolo senza ulteriori conseguenze.Dietro il gesto disperato c’è una situazione familiare drammatica. Dopo la convalida dell’arresto, il pubblico ministero ha disposto la remissione in libertà dell’uomo, ritenendo il fatto di lieve entità e tenendo conto della volontà del padre di “riprendersi i bambini”.
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