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"Davvero l'euro ha soltanto venti anni?". Già, era il Capodanno del 2002 quando arrivò materialmente nelle nostre tasche. E il fatto che un euro-scettico qual era il mio amico professore universitario (non ne faccio il nome per correttezza) si domandi oggi se siano trascorsi "solo" due decenni è forse il migliore complimento per la moneta unica.

Anche da noi molti non la volevano e in questi giorni tanti articoli di giornale e servizi televisivi raccontano quali e quante peripezie l'Italia dovette superare per entrare in quello che allora si definiva Euroclub. A distanza di tempo, possiamo dire che fu un toccasana per tutto il Paese e per la Liguria in particolare. Però sarebbe sbagliato ignorare alcune ombre.

Una su tutte: i mancati controlli che fecero esplodere i prezzi. Il concambio fu fissato in 1936,27 lire. Quindi, esempio che faccio fin dall'epoca, le mie ciabatte di plastica che costavano 5.000 lire sarebbero dovute costare 2 euro e 58 centesimi. Invece, ipso facto il prezzo schizzò a 5 euro, cioè praticamente il doppio. Ci fu un maldestro tentativo di correre ai ripari, introducendo l'obbligo del doppio cartellino. Ma si trattò di una panacea, oltretutto di effimera durata.

A parte questa svergolatura di tipo politico, che però comportò anche l'arricchimento improprio di molti commercianti all'ingrosso e al dettaglio e una parallela stangata per i consumatori, l'euro ha acquisito da subito molti meriti. Mettiamola così: sul fronte dei prezzi, almeno inizialmente, l'euro è stata un po' una maledizione, ma in generale nessuno può negare che la moneta unica abbia portato dei vantaggi.

Noi liguri lo sappiamo bene se consideriamo il turismo. Dai Balzi Rossi di Ventimiglia alle Cinque Terre spezzine, ci sono stati due benefici enormi. Il primo: le persone sono potute arrivare dal resto dell'Unione europea senza più ricorrere al cambio della valuta. Questo ha enormemente favorito gli spostamenti, cancellando la scarsa praticità di doversi mettere in tasca il denaro del Paese in cui si andava a fare un viaggio, breve o lungo che fosse. Sembra poco, invece è una comodità formidabile.

Il secondo elemento che ha spinto il nostro turismo è stata la crescita di professionalità. Eliminato il vantaggio dei cambi con la nostra precedente liretta, il turismo europeo ha scelto l'Italia, e segnatamente la Liguria, per la qualità del clima, della cultura, delle bellezze naturali e architettoniche, dei servizi offerti. Non è un caso che i tedeschi, gli olandesi, i francesi e via elencando arrivassero a frotte quando il cambio era per loro favorevole e ne siano arrivati addirittura di più quando nelle tasche nostre e loro c'era soltanto l'euro.

La moneta unica, cioè, ha avuto il pregio di innalzare la competitività del turismo, italiano e ligure, e questo non possiamo dimenticarlo. Così come è un fatto che le aziende liguri hanno potuto cominciare a esportare aiutate da un euro che consentiva di stare sui mercati guardando negli occhi chi da sempre era abituato a maneggiare soltanto il dollaro. In alcuni passaggi, cioè quando l'euro si è troppo apprezzato rispetto alla divisa americana, non è stato un vantaggio. Ma in generale poter disporre di una moneta alternativa al biglietto verde per le grandi e piccole contrattazioni non si può dire che sia stato un elemento negativo.

Dall'arrivo dell'euro molta acqua è passata sotto i ponti e ormai ci sono ragazzi che la lira non l'hanno mai vista. Hanno avuto in tasca sempre e soltanto l'euro. Anche per questa ragione credo che nessuno, oggi, potrebbe ragionevolmente mettere in discussione la nostra adesione a quella moneta. Ciò che si pretenderebbe, invece, è un'Unione europea più funzionale, persino più "unita". Quindi sì, ora è tempo di mettere mano al fisco, alla difesa, persino alle burocrazie.

Ma non è vero che essere partiti dalla moneta unica sia stato un errore, come iniziare una costruzione dal tetto. Sono le cose concrete a unire davvero. E niente è più concreto che entrare in un negozio, andare in un bar, far benzina, sedere al ristorante in Italia, in Francia, in Spagna, in Grecia, in Germania, in Olanda e via citando, e poter pagare come si farebbe a casa propria. Buon compleanno, euro.