Messaggi e telefonate all'alba: così Soreilis Roja, rifugiata politica venezuelana, in Liguria dal 2015, ha vissuto l'operazione americana contro Caracas e l'annuncio del presidente americano Donald Trump dell'arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie. "Dopo anni di lotta per i diritti umani, è l'inizio della libertà" racconta commossa a Primocanale.
La comunità venezuelana a Genova, attiva da oltre un decennio, si radunerà stasera in piazza Caricamento dalle 20 per pregare e cantare l'inno nazionale.
Come ha vissuto l'attacco americano a Caracas?
Stamattina alle 7 mi hanno svegliato messaggi e telefonate per avvisarmi di quello che stava accadendo.
Ha sentito familiari o amici a Caracas o in Venezuela? Cosa le hanno detto?
Certo, ho sentito i miei amici a Caracas e stanno bene, anche se erano preoccupati e in allerta. Tutti i miei amici e parenti stanno bene. Gli attacchi sono stati rivolti solo ai punti strategici del regime di Nicolás Maduro.
Quali emozioni ha provato leggendo l'annuncio di Trump sull'arresto di Maduro e sua moglie?
All’inizio mi sono fermata e ho fatto silenzio per un po’: non potevo credere che, dopo tanti anni di lotta e di denunce per la violazione dei diritti umani in Venezuela, alla fine il dittatore fosse stato detenuto.
Pensa che questo evento porti a un cambiamento positivo in Venezuela, o teme ulteriori instabilità? La premio Nobel Machado è il futuro?
Penso che, con il dittatore Maduro nelle mani della giustizia, sia già l’inizio di un cambiamento. Non posso prevedere cosa accadrà domani, perché il Venezuela è ancora un Paese sequestrato da gruppi armati e terroristici, sotto il comando di Diosdado Cabello e Padrino López.
Lei è scappata dal Venezuela? Attivista da quanto in Liguria?
Vivo in Liguria dal 2015, sono un rifugiato politico e svolgo attività di attivismo per la libertà del Venezuela e per la rivendicazione dei diritti umani nel mio Paese.
L'attacco USA influenzerà la sua decisione di rimanere a Genova o di tornare in Venezuela?
Il mio desiderio, come quello di oltre 9 milioni di venezuelani in esilio, sarebbe quello di tornare a casa; però oggi non abbiamo alcuna certezza. Siamo in attesa della libertà.
Come descrive la comunità venezuelana a Genova in questi giorni di crisi nel suo Paese d'origine? Questa sera una manifestazione in centro a Genova dove?
La comunità venezuelana a Genova è una comunità molto attiva che da più di dieci anni alza la voce per i nostri connazionali in Venezuela e per la libertà. Oggi siamo in attesa della libertà, speranzosi ma anche preoccupati, perché siamo consapevoli della situazione delicata che si sta vivendo in queste ore. Oggi saremo in piazza Caricamento dalle ore 20 per pregare per il nostro Paese e intonare il nostro inno nazionale.