È stata una mattina di forte protesta quella di oggi a Genova. Migliaia di lavoratori dell'ex Ilva hanno paralizzato la città e, per la prima volta nella storia, hanno occupato il Ponte Genova San Giorgio, il viadotto inaugurato nel 2020 dopo il crollo del Morandi.
La telefonata tra Bucci e il Governo
A Cornigliano alle 19.45 è arrivato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci dopo il lungo colloquio telefonico avvenuto con il commissario straordinario di Acciaierie d’Italia Giancarlo Quaranta. "Brutte notizie, la nostra lotta continua" le parole del sindacalista Armando Palombo dopo aver parlato con Bucci.
"Non molliamo - ha detto Bucci -, domani mattina continueremo a lavorare ma non sarà cosa facile come pensavo che fosse. I soldi ci sarebbero ma una legge europea non consente l'aiuto di Stato per aziende in commissariamento. La buona notizia è che nessuno perde il lavoro e nessuno va in cassa integrazione. Sono garantiti 655 lavoratori finche non riparte la zincatura alla fine di febbraio".
I lavoratori hanno deciso di mantenere il presidio e il blocco in via Cornigliano. Domani alle 5 decideranno ulteriori forme di lotta. Giovedì è previsto uno sciopero generale e un corteo che si dirigerà verso la Prefettura.
I manifestanti alle 12 hanno invaso l'autostrada
La giornata era iniziata presto, con l’assemblea permanente dei lavoratori Acciaierie d’Italia (ex Ilva) in sciopero ad oltranza. Alla protesta si sono uniti gli operai di Ansaldo Energia – da giorni in stato di agitazione per il trasferimento negli Usa di lavorazioni strategiche – e quelli di Fincantieri. In corteo, dietro lo striscione "Genova lotta per l’industria", hanno portato anche una pala meccanica, icona del lavoro pesante che la città rischia di perdere.
Code chilometriche sulla rete stradale
Dopo aver bloccato per ore le strade di Cornigliano e Sestri Ponente, intorno a mezzogiorno i manifestanti hanno forzato il casello di Genova Aeroporto (già chiuso al traffico ordinario) e sono entrati in autostrada A10. In pochi minuti hanno raggiunto e occupato entrambe le carreggiate del Ponte San Giorgio, fermando completamente la circolazione tra Genova Ovest e Genova Aeroporto. Code chilometriche si sono formate in entrambe le direzioni, con ripercussioni su tutta la rete autostradale ligure.
Un’immagine destinata a rimanere: centinaia di tute blu e caschi sul viadotto progettato da Renzo Piano, mentre in basso il traffico era fermo e sopra la città si alzavano i fumogeni rossi. Il presidio è durato circa quaranta minuti. A sbloccare la situazione è arrivata la notizia di una telefonata fissata nel pomeriggio tra il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il commissario straordinario di Acciaierie d’Italia Giancarlo Quaranta.
La cronaca della giornata
Ore 19.30: riaperta a strada Guido Rossa verso il casello di Ge Aeroporto mentre permane la chiusura del tunnel in direzione piazza Savio
Ore 15.49: Permangono chiusure di via Cornigliano, via Siffredi e strada Guido Rossa in entrambe le direzioni
Ore 15.05: Chiusa via Degola per traffico intenso
Ore 14.40: Riaperti tutti i caselli autostradali
Ore 14.11 - Aggiornamento autostrade: Sulla A10 Genova-Savona, nei tratti compresi tra il bivio con la A7 e Genova Pegli verso Savona e tra Genova Prà e il bivio con la A7 Serravalle-Genova verso Genova ed anche sulla A7 tra il bivio con la A12 e Genova Sampierdarena in entrambe le direzioni, si è resa necessaria la chiusura dei tratti autostradali a causa di una manifestazione che sta interessando la competenza autostradale. Si registrano ripercussioni con code in A10 verso Genova a partire da Arenzano, in A26 verso Genova con code a partire da Masone e in A7 verso Genova da Genova Bolzaneto. A chi da Genova è diretto verso Savona si consiglia di entrare a Genova Pegli dopo aver percorso la viabilità ordinaria. A chi da Genova è diretto verso Milano Livorno si consiglia di utilizzare la stazione di Genova est. A chi è diretto verso Milano e Livorno si consiglia di utilizzare la A26 Genova-Gravellona Toce. Percorso inverso per chi è diretto verso Torino e Savona. Sui luoghi degli eventi sono presenti il personale di Autostrade per l'Italia e la Polizia stradale.
Ore 14 - Il corteo lascia l'autostrada passando dal Casello di Genova Ovest. L’intenzione è quella di tornare a Cornigliano dal presidio, passando per via Cantore. I manifestanti attenderanno le 15.30 e l'esito della telefonata tra Bucci e il commissario del governo.
Ore 13.56 - I manifestanti aspettano notizie dalla telefonata tra sindaca, presidente di Regione e ministero, se negativa domani torneranno a bloccare l'autostrada.
Ore 13.20 - Dopo l’assemblea, il corteo è tornato a muoversi verso il casello di Genova Ovest
Ore 13 - Sul Ponte San Giorgio si è svolta l’assemblea dei lavoratori: "Qua ricordiamo le vittime del crollo del ponte Morandi, vittime dell’incuria del capitale - ha detto Armando Palombo, Fiom - La situazione dell’Ilva è la vergogna di questo paese. Devono trovare una soluzione, rapidamente, perché quello che abbiamo fatto oggi la faremo anche domani”.
Il corteo sul ponte San Giorgio verso Genova Ovest
Per la prima volta nella storia delle manifestazioni per il lavoro genovesi i lavoratori sono entrati in autostrada 'guidati' dall'enorme benna utilizzata all'interno dell'ex Ilva e divenuta oggi simbolo della protesta. E per la prima volta il ponte Genova-San Giorgio, simbolo anch'esso della 'resistenza' della città dopo il crollo del Morandi, viene occupato dai lavoratori.
Il corteo è ripartito in direzione di Genova Ovest dove i lavoratori usciranno per tornare al presidio davanti alla stazione di Cornigliano.
La situazione della viabilità, sia per la viabilità ordinaria che autostradale, è critica. Code sono registrate all'uscita dei caselli di Prà, Aeroporto, Ovest e sulla viabilità ordinaria. Resta chiusa per il momento la bretella 'Guido Rossa'
Dall'aeroporto all'autostrada, il corteo si sposta al casello di Sestri
I lavoratori sono arrivati davanti all'aeroporto di Genova 'Cristoforo Colombo' intorno alle 10 e hanno collocato davanti alle porte una pala meccanica, bloccando così l'ingresso dell'area 'partenze'. "Da qui mandiamo un messaggio al Governo - hanno detto in sintesi i lavoratori -, da qui non ce ne andiamo finché non ci danno risposte". Poi hanno iniziato a sbattere i caschetti contro le porte: intorno alle 11:30 sono ripartiti in direzione autostrada.
Il corteo verso l'aeroporto di Genova insieme ai lavoratori Ansaldo
Alle 9 è partito un nuovo corteo dopo quello di ieri, in assemblea i lavoratori hanno annunciato la decisione di voler alzare il tiro: per questo la direzione è stata quella di piazza Massena, dove l'Ilva ha incontrato gli operai di Ansaldo. Poco dopo, in solidarietà, anche alcuni delegati della Fincantieri. Alle 9 il corteo dei lavoratori Ansaldo è partito per l'aeroporto. "È una battaglia per l'industria" è stato detto nel corso dell'assemblea, e "attendiamo risposte chiare dal Governo e un coinvolgimento anche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni".
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Ieri sera traffico in tilt in Valpolcevera
Un incidente sulla A7 e il presidio dei lavoratori ex-Ilva hanno determinato una serata di code nel ponente genovese e nella rete autostradale che circonda il capoluogo ligure. Sulla A7 Serravalle-Genova tra Genova Bolzaneto e Genova ovest verso Genova si sono verificati 5 km di coda per un tamponamento tra due camion con dispersione di gasolio in carreggiata. Ripercussioni sulla A10 Genova-Savona, unica strada alternativa insieme a Borzoli per poter arrivare da ponente e levante e viceversa, dove si sono formati 9 km di coda tra Genova Prà e il bivio per la A7 verso Genova, e sulla A12 Genova-Sestri Levante dove si è formata una coda di 4 km tra Genova Nervi e il bivio per la A7 verso Genova. In città traffico molto rallentato e code in zona aeroporto, Sestri e Borzoli. La situazione è ritornata alla normalità intorno alle 19.30.
Blocco ex-Ilva e incidente: problemi al traffico nel tardo pomeriggio nel ponente genovese e in autostrada
Le richieste dei lavoratori
Nicola Appice, rsu Fim Cisl è chiaro: "Il piano proposta dal governo comporterebbe una grave paralisi, verrebbe arrestata la produzione di banda zincata che costituisce i due terzi dell’attività dello stabilimento. Chiediamo il ritiro incondizionato del piano corto e l'arrivo immediato dei rotoli di acciaio necessari per mantenere attivi tutti gli stabilimenti produttivi del Nord".
Armando Palombo, segretario Fiom Cgil, storico sindacalista Fiom, lo dice chiaramente: "Questa è una lotta per il lavoro, potremmo lasciare lo stabilimento depotenziato visto che non si estende la cassa integrazione e tutti continuano a prendere lo stipendio pieno e i lavoratori potrebbero giocare a briscola, ma Genova vuole lavorare".
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