Caritas ogni autunno e inverno si ritrova ad affrontare l'emergenza dei posti letto per le persone senza dimora: "Con il freddo e la pioggia trascorrere la notte fuori è molto pericoloso, ci sono infatti giovani ma anche anziani e persone con problemi di salute", spiega a Primocanale Monica Boccardo di Emergenza Freddo Caritas.
I posti letto che non bastano
L'associazione a Genova ha posti letto in via san Bernardo (10 in tutto) e dall'1 dicembre altri 27 posti presso il seminario arcivescovile.
"Qui si possono ospitare anche donne e coppie, per l'organizzazione delle camere, accoglienti e dignitose", commenta Caritas. Al momento le persone che hanno chiesto un posto letto a Genova sono 92: dieci già accolte, 27 nel seminario ma per gli altri ancora il posto non c'è. Il Comune di Genova partirà come ogni anno con un piano di accoglienza straordinaria.
Tanti giovani che chiedono protezione internazionale
Ma chi sono i senzatetto a Genova? Sono in numero pari, quasi il 50 per cento sono persone straniere, il resto italiane. Spiega Boccardo: "Spesso sono ragazzi giovani che arrivano in Italia per chiedere protezione internazionali non per le vie ufficiali e hanno bisogno di ospitalità mentre attendono il permesso di soggiorno, oppure anziani che per vari motivi si trovano senza casa, oppure persone che hanno perso il lavoro e quindi anche l'abitazione: non hanno più un posto dove vivere". Caritas si occupa non solo dell'emergenza, ma di entrare in relazione con la persona per aiutarla a riprendere la sua autonomia, un cammino dunque post emergenza freddo.
Volontari cercasi
Proprio per questo c'è bisogno di volontari: "Sono tanti, circa un centinaio lo scorso anno divisi nelle due sedi dell'accoglienza ma abbiamo bisogno di qualche volontario in più. Il volontario ha la sua stanza, si alterna durante la notte, abbiamo avuto anche volontari in coppia", racconta Monica Boccardo. "Prima di questa esperienza le persone senza dimora non le vedevo, ora sfioro queste esistenze e le trovo inaccettabili", ha scritto un volontario alla fine della sua esperienza.
Servono sacchi a pelo
C'è poi la distribuzione di pasti caldi e sacchi a pelo nella notte, "occasione di incontro e relazione che si sviluppa cercando poi di portare nei centri di ascolto le persone", spiega ancora Monica Boccardo. Che lancia poi il suo appello: "Ci sarà bisogno di coperte e sacchi a pelo, a breve ci organizzeremo per la raccolta ma se qualcuno avesse un sacco a pelo telefonando agli uffici Caritas noi indichiamo dove poterlo portare". I contatti di Caritas: 010.2477015/18 -