Cronaca

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"Abbiamo più punti di riferimento, ma nulla è privilegiato, considerato che non ci sono elementi che ci consentono di imboccare una via ben precisa". Lo ha dichiarato il pubblico ministero, Filippo Maffeo, titolare delle indagini sull'autobomba piazzata, sabato sera, sul retro del tribunale di Imperia rimasta inesplosa. Alcuni quotidiani fanno riferimento stamani alla possibile vendetta di una presunta spia del Kgb, Roman Antonov, condannato all'ergastolo per aver simulato un incidente stradale mortale, con sostituzione di cadavere, finalizzato alla riscossione di numerose polizze sulla vita. Maffeo non conferma ne smentisce questa ipotesi. L'autobomba avrebbe potuto far saltare in aria il palazzo di giustizia. La striscia di combustibile lunga 6-7 metri utilizzata come miccia e collegata la vettura (una Fiat Punto), con all'interno due bombole del gas e altrettante taniche di benzina, si è spenta sulla fiancata del veicolo. L'unico legame, al momento, con la vicenda di Antonov è il fatto che la vettura Citroen, oggetto della simulazione, esplosa dopo essere uscita fuori strada, a Vasia, nell'entroterra di Imperia, conteneva all'interno una bombola del gas, oltre che il cadavere di un immigrato ucraino.