Alla Nunziata, dove hanno trovato posto 400 ospiti sono arrivati in visita sia il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo della città, sia il sindaco Marco Bucci. A tavola, per un pasto caldo e un po' di compagnia, non solo i senza fissa dimora, ma anche numerosi anziani, disabili, richiedenti asilo e abitanti delle periferie.
"La cosa straordinaria di quest'anno - ha detto uno dei responsabili, Sergio Casali - che è stata la vera novità, sono i richiedenti asilo che ci vengono a aiutare con gli anziani: animano le feste negli istituti e accompagnano i 'nonni' che vengono a mangiare. Tutto questo fa sì che non si tratti più solo di un pranzo ma di una proposta sociale e politica della città che vorremmo: un futuro 'meticcio' dove viviamo 'normalmente' insieme".
"Il Natale – spiega Andrea Chiappori, responsabile della Comunità di Sant’Egidio a Genova – è una festa dai profondi significati religiosi, ma anche umani e universali. Il pranzo che accoglie tutti, rimargina le ferite della nostra società come la solitudine e il rancore e aiuta tutti noi a recuperare l’umanità".
Per reperire i regali e finanziare i pranzi si sono mossi in tanti, dopo che, da alcuni anni, sono venuti meno i donatori istituzionali: dai bambini delle scuole primarie ad associazioni, negozianti, semplici cittadini che ogni giorno hanno portato oggetti nuovi da donare, cibo, offerte nella casetta posizionata sotto l’albero di piazza De Ferrari.