"Se fosse confermata dalle indagini dei magistrati, questa vicenda rappresenterebbe un fatto molto grave per la dignità dell’istituzione: a maggior ragione merita un castello accusatorio vero, e non semplici supposizioni – spiega Pastorino - A differenza di chi, nel giro di pochi giorni, è passato dagli elogi interessati a condanne sommarie, noi preferiamo una linea più rigorosa: non ci bastano gli indizi per arrivare a sentenza. Ben venga qualsiasi atto che faccia chiarezza sul caso".
"Ci auguriamo che siano chiariti alcuni passaggi già nell’ufficio di presidenza di mercoledì prossimo, e comunque chiediamo che sia messa al più presto all’ordine del giorno la discussione del codice etico", continua
Pastorino, che ricorda un accordo di inizio fra partiti di maggioranza e opposizione che aveva bloccato la mozione con cui Rete a Sinistra chiedeva l’adozione del codice etico per la buona politica.
"Con il codice etico cadrebbero i presupposti che generano queste situazioni, e si avrebbe uno strumento a tutela anche di chi si trovi a essere oggetto di indagini – sottolinea Pastorino - invece la nostra proposta era stata sottovalutata dalla stragrande maggioranza dei consiglieri. che di fatto ne hanno osteggiato l’approvazione. Ci auguriamo che adesso almeno qualcuno cambi opinione".