Caro assessore Montaldo vada a raccontarlo alle centinaia di cittadini in coda per avere un esame o una visita specialistica che la sanità ligure ha preso sette e mezzo dalla commissione nazionale. Scusi la franchezza: ma lei ci crede davvero a queste valutazioni? Di sicuro gira tutti i giorni gli ospedali della nostra regione e si sarà reso conto della maniera in cui sono costretti a lavorare medici e infermieri, perennemente in guerra con burocrati molto ben pagati e ligi a direttive che hanno solo un obbiettivo: tagliare. Il malato? Beh spesso diventa un optional. L’importante è il risparmio (benedetto se giusto!) ma la qualità?
Mi piacerebbe conoscere il voto serio di una commissione seria sulla qualità della sanità ligure. Ma questo lo so da anni è un desiderio impossibile.
Quindi facciamo finta di niente e quel sette e mezzo prendiamolo come uno stimolo per lottare al solo scopo di garantire una assistenza dignitosa e dare voce ai medici più che ai burocrati. Ai medici in trincea nei pronto soccorsi, ai chirurghi ai quali vengono chiuse le sale operatorie, lasciandoli soli a combattere in una regione che invecchia paurosamente e dove la fughe oltre Appennino non hanno mai vere inversioni di tendenza, agli infermieri costretti a tour de force perché senza ricambi.
Vede assessore. Il sette e mezzo mi ricorda le bandiere blu date, troppo spesso, a spiagge orrende (basta leggere i dati di Legambiente!) basando l’assegnazione su criteri che non stanno in piedi.
Buona sanità non vuol dire solo risparmiare. Ma togliere gli sprechi e premiare chi, in Liguria e fortunatamente ce ne sono ancora parecchi, tiene alto il nome di una scuola che non aveva da invidiare niente.
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di Mario Paternostro
Politica
Sanità da sette e mezzo. Malati scusateli!
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