Politica

1 minuto e 38 secondi di lettura
Marachella: secondo il dizionario Hoepli una "Azione illecita, ma non grave, fatta furbescamente e di nascosto, per lo più tollerabile e perdonabile". Viene da chiedere al senatore Franco Orsi cosa ci sia di perdonabile e di non grave nella vicenda Belsito, visto che lui stesso ha definito il tutto "[..] un'eventuale marachella compiuta da un tesoriere che avrebbe distratto fondi della Lega" nel corso dell'ultima puntata di Quattro.

Passi l'"eventuale", perché il garantismo è doveroso fino alla fine, ma perché "marachella"? Quando un allibito Gilberto Volpara glielo ha chiesto, il senatore Orsi ha risposto così: "Ma guardi io non sono leghista, alla fine non è un furto ai cittadini, eventualmente è un furto agli iscritti della Lega". Cioè: solo i leghisti, gli iscritti al partito, hanno il diritto di protestare se esce che il tesoriere avrebbe pagato auto di lusso, alberghi e case ai familiari dei dirigenti con la cassa comune. Tutti gli altri, pare di capire, non dovrebbero né interessarsi della cosa né tantomeno scandalizzarsi; sono forse soldi loro?

E pazienza se quei soldi, comunque troppi rispetto a quelli effettivamente spesi in santini e manifesti, sono stati versati dallo Stato al partito per una legge che parla di "rimborsi elettorali", e non di "finanziamenti a fondo perduto per investire in Tanzania, comprare case e farci un po' quello che vi pare". Pazienza se quei soldi, comunque troppi per un Paese in difficoltà e che taglia su ospedali, scuole e polizia, sarebbero finiti negli sfarzi del "cerchio magico". Se anche fosse avvenuto, dice Orsi, sarebbe solo una marachella.


La politica, ancora una volta, minimizza e si autoassolve, con buona pace di chi storce il naso scoprendo che i soldi delle proprie tasse, forse, hanno pagato le auto di Riccardo e la laurea del Trota. Massì, cosa volete che ce ne importi... solo una marachella.