IL COMMENTO

Nei prossimi due mesi sotto verifica la tenuta dei pronto soccorso

SarÓ la prossima epidemia influenzale a fare lo stress-test agli ospedali di Genova

05/11/2017 ore: 14.26

di Mario Paternostro

SarÓ la prossima epidemia influenzale a fare lo stress-test agli ospedali di Genova

 La prova del nove degli ospedali genovesi sarà l’impatto con la prossima epidemia influenzale. Dovrebbe cominciare a dicembre e raggiungere l’acme a metà gennaio. In questi due mesi di stress test verificheremo la tenuta dei pronto soccorso di San Martino, Galliera e Sampierdarena. L’impressione dopo alcune recenti vicende sanitarie raccontate da giornali e tv (allarme meningite, para-influenza) non è del tutto tranquillizzante: ingorghi, code, disagi. E a fare da primo fronte i medici e gli infermieri. Soli.

Perché i signori manager e direttori se ne stanno ben chiusi in ufficio a sparar sentenze e a tagliare costi, lasciando a partecipare alla battaglia (spesso proprio di battaglie si tratta) solo queste due categorie. Medici e infermieri che stando in corsia non hanno uffici dentro cui chiudersi e devono coprire sulla loro pelle i tagli a volte insensati dei manager e dei politici.

La prossima epidemia di influenza sarà un importante esame della sanità “modello centrodestra”, un progetto che presenta alcuni principi interessanti, almeno sulla carta. Uno fra tutti (proprio da verificare con l’influenza) è l’ampliamento della sanità territoriale. Che, filosoficamente, è il dietrofront rispetto alla linea della ex giunta Burlando-Montaldo, fautrice del ”chiudiamo e tagliamo”. Col risultato che tutto finisce sempre in questi tre ospedali cittadini, perlopiù in questi tre pronto soccorso e soprattutto in uno: quello di San Martino.

Ma sarà davvero una svolta corretta? L’idea di riaprire tre ospedali nel Ponente ligure e darli in mano a gruppi privati (quali?) accreditati (cioè dove funziona il servizio pubblico) potrebbe essere giusta. A una condizione, che si sappia con estrema chiarezza che cosa ci vogliono mettere (reparti, specialità, servizi) dentro questi ospedali dei privati. Lo chiedono i medici. Che non creino inutili tripploni che servirebbero soltanto a gonfiare ancora di più i costi di una sanità che, secondo le opposizioni, è messa economicamente molto male. (Magari se ci fornissero un po’ di numeri utili….).

Quello che la Regione deve spiegare bene a tutti i liguri è che cosa saranno questi ospedali, primo fra tutti (lo chiediamo da tempo) il prossimo ospedale degli Erzelli, che sarà finalmente un nuovo e moderno ospedale di Genova realizzato da imprenditori del settore.

Dunque, ecco le domande:

1. Che cosa sarà l’ospedale di Erzelli? Quanti posti-letto? Più o meno di 400? Che cosa ci verrà dentro? Sostituirà gradualmente l’ospedale di Sampierdarena? Si o no? E se, come sostiene l’assessore Viale, l’ospedale di Sampierdarena non sarà chiuso, che cosa diventerà? Mi pare di buon senso che a distanza di pochi chilometri non possano coesistere due ospedali che fanno le stesse cose!

2. Che cosa diventerà il nuovo ospedale Galliera? Un centro per anziani e basta? Se sì, dove finiranno gli utenti del centro storico che oggi gravitano principalmente su questo nosocomio? E al pronto soccorso ci si andrà solo con la carta di identità o la tessera di Anni d'argento?

3. Che destino avrà l’ospedale di San Martino? Continuerà a fare tutto o diventerà finalmente un centro specialistico di alto livello qualitativo?

4. Non sarebbe il caso di fare un po’ di chiarezza sul rapporto San Martino-Università ? Come funziona? Quali sono i numeri dei ricoveri-interventi nei diversi reparti ospedalieri e universitari? Chi funziona e chi no?

5. Quali doppioni o tripploni verranno eliminati a Genova e in Liguria?

6. Come sarà redistribuita l’assistenza negli altri ospedali della città?

7. Che prospettive possono avere gli imprenditori privati della salute? Integreranno davvero il servizio pubblico? Se si, come?

8. che prospettive di tenuta dei conti ci sono di fronte a un governo che taglia i fondi?

I piani socio-sanitari sono strumenti utilissimi e ben vengano! Ma bisogna non equivocare quando si maneggia la salute dei cittadini e pesare col bilancino del farmacista (sic) le parole, anche e soprattutto in campagna elettorale.

Noi siamo pronti ad ascoltarle sperando che, finalmente, qualcuno ci spieghi dove andremo a farci curare. Bene, ci auguriamo tutti.