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Decisivo l'incontro tra societÓ e tecnico. Da mercoledý ritiro a Coccaglio

Juric confermato dopo il vertice con Perinetti, ora nel derby tutto il Genoa si gioca la faccia

30/10/2017 ore: 12.04

di Giovanni Porcella

Juric confermato dopo il vertice con Perinetti,  ora nel derby tutto il Genoa si gioca la faccia

GENOVA -  Verso il derby con Juric in panchina. La sconfitta con la Spal ha portato sul ciglio del burrone la squadar e il tecnico che pero’ è stato confermato. Dopo una notte di pensueri il presidente Enrico Preziosi ha delegato a Perinetti la scelta finale sul futuro dell’allenatore. Perinetti, Donatelli e Zarbano hanno incontrato in tarda mattinata a Pegli Ivan Juric: un vertice durato 55 minuti che si è concluso con la rinnovata fiducia al croato, almeno fino alla stracittadina di sabato. Probabilmente lo stesso Preziosi non era convinto delle alternative su piazza che rispondono ai nomi di Ballardini, Colantuono e Oddo. Intanto domani allenamento a porte aperte al Signorini. Da mercoledì ritiro a Coccaglio in Lombardia. I rossoblù torneranno a Genova solo venerdì.

Con tutto quello che sta accadendo il Genoa sembra la vittima sacrificale di un derby gia’ vinto dalla Sampdoria. I numeri e non solo dicono che i rossoblu’ sono nell’angolo come un pugile suonato. Una vittoria in tutto, in casa un solo punto e tante sconfitte. E l’ultimo ko con la neopromossa Spal è tutto piu’ difficile. Dopo la salvezza faticosa dell’anno scorso l’avvio di questa stagione è uno choc, considerato che l’emergenza appena allontanata con i 4 punti conquistati a Cagliari e col Milan è di nuovo alla porta, anzi gia’ nel corridoio. Messa così per Perin e compagni il derby pare una missione impossibile, ma con l’orgoglio e l’agonismo fin qui peraltro mai visto, gente come Izzo, Bertolacci, Zukanovic, Laxalt, Veloso, Taarabt e Lapadula possono rialzare la testa proprio nel match piu’ difficile.

Il Genoa perde sempre di misura, a tratti resta in partita e la fortuna è qualcosa che non s’aggira attorno ai rossoblu’, ma i limiti prima che tecnici sino caratteriali. E’ una squadra che si sforza di giocare, ma che non prende in considerazione di lottare. Il gol preso a Ferrara da Antenucci è lo spot di una squadra senza palle che si specchia e guarda un po’ se stesso e soprattutto gli altri. Un bagno di umiltà e lavorare di piu’. Quasi duemila tifosi a Ferrara, abbonamenti malgrado tutto sottoscritti in gran numero. Ecco, certe cose il Genoa, tutto il Genoa ora se le deve meritare. Il derby in fondo è un’occasione, forse l’ultima, per urlare che a Pegli non si allena un gruppo di giocatori semplicemente perdenti ma all’altezza dei propri ingaggi che non sono da Armata Brancaleone.