IL COMMENTO

La Neo Classica diretta al cantiere di Marsiglia

L'addio di Costa a Genova? Rischio di essere inaffidabili

20/10/2017 ore: 12.05

di Andrea Scuderi

L'addio di Costa a Genova? Rischio di essere inaffidabili

 La nave Costa Neo Classica che ha lasciato "stizzita" il cantiere in sciopero di Garré, per andare nell'altro suo cantiere di Marsiglia impone serie riflessioni. I lavori di manutenzione erano previsti dal 17 al 27 ottobre a Genova. Poi è arrivato lo sciopero dei lavoratori (che protestano per ottenere “certezze” per il mantenimento dei posti di lavoro all’Ente Bacini in vista della privatizzazione) e la compagnia si è vista costretta a rivedere i suoi piani.

Il danno è stato ed è grande per tutti: lavoratori, autorità, città, porto. E' un danno di credibilità del nostro sistema. Siamo ritornati ad essere "inaffidabili", evidentemente c’è chi non comprende che i tempi sono cambiati.

E’ una follia perché il lavoro c’è. E’ una follia perché è sbagliato chiedere di scrivere in un bando norme illegittime. Infatti la clausola sociale prevista sarebbe solo la difesa delle maestranze secondo quanto previsto dalle norme vigenti. Che non vuol dire l’assicurazione scritta che a tutti sarà garantito il posto di lavoro. E’ così per il semplice fatto che non si può dare questa garanzia in un bando.

La gestione tedesca di Costa ha già portato via da Genova, di fatto, buona parte di divisioni molto importanti come quella "operativa" ed altre ad Amburgo.

E la “testa” americana non accetta incertezze legate a scioperi ed agitazioni: in casi come questo lo ha dimostrato, lascia Genova e se ne va altrove. C’è chi nel mondo sindacale c'era chi parlava di sole 8 ore di sciopero e di incredulità per il comportamento della compagnia. Ma la realtà è che già si parlava di altri giorni di protesta ancora non programmati che, per una azienda come Costa, si traducono in incertezza, costi che lievitano, problemi.

Siamo tutti a voler difendere i posti di lavoro della nostra città, ma quando il lavoro c’è non si deve temere di perderlo usando vecchi metodi che hanno già affossato Genova una volta: è sbagliato, crea un effetto boomerang e mina la nostra credibilità. La città dopo 10 anni di declino sta cercando di rialzarsi, ci vuole senso di responsabilità di tutti capire che non abbiamo alcuna esclusiva. Se diventiamo inaffidabili, usciremo dai giochi, mancherà il lavoro e ci sarà davvero da temere per le perdite di posti di lavoro. A quel punto gli scioperi serviranno a poco.

Siamo nel mondo con una competizione mondiale. A noi scegliere se essere competitivi e affidabili.