IL COMMENTO

Dentro la partita tra Fincantieri e Saint Nazaire

Genova al centro della sfida tra Aponte-Macron e Bono-Gentiloni

27/07/2017 ore: 15.29

di Maurizio Rossi*

Genova al centro della sfida tra Aponte-Macron e Bono-Gentiloni

Non è semplice parlare di temi del settore marittimo, un mondo molto tecnico di cui cittadini e politici sanno molto poco, con fatturati giganteschi che si realizzano in aree accessibili solo agli addetti ai lavori come i porti e/o i cantieri.

Ma ora che si inserisce anche una pesante guerra tra Italia e Francia, con dichiarazioni pesantissime da ambo le parti è bene capire quale partita si stia giocando e quali interessi siano in campo.

Non può sfuggire il forte legame di Gianluigi Aponte, patron di Msc, con il nuovo presidente francese Emmanuel Macron, tanto che fu proprio ai primi di giugno, in occasione della cerimonia della consegna della Msc Meraviglia a Saint-Nazaire che Macron a fianco di Aponte annunciò a sorpresa di voler «rivedere» i termini dell’accordo con Fincantieri. E non può sfuggire quanto dichiarato proprio dall'armatore in una intervista a Le Monde sempre in quei giorni: "Se fossimo azionisti faremmo di tutto affinché Fincantieri non saccheggi Saint Nazaire". E ancora: "Se Stx France dovesse cadere nelle sole mani del loro concorrente Fincantieri, questo creerebbe se non un monopolio, almeno una posizione dominante problematica. Se fosse sola, Fincantieri potrebbe agire a suo piacimento, trasferire tecnologie, rivedere la strategia commerciale in modo troppo vincolante...".

Né può sfuggire il ruolo di collegamento tra Aponte e Macron di Alexis Kohler, considerato al centro del complicato accordo tra Fincantieri e lo Stato francese per la cessione del cantiere navale di Saint Nazaire. Kohler è il segretario generale dell’Eliseo di Macron, uno degli uomini più potenti di Francia.

Ad agosto del 2016 quando Macron si dimette dal ministero dell’Economia per candidarsi all'Eliseo, Kohler fa parte dei consiglieri strategici del candidato fino ad ottobre, quando è assunto da Msc come direttore finanziario. Tuttavia, come riporta il quotidiano L’Opinion, l’enarca continua a far parte dell’équipe di campagna del candidato: vive a Ginevra dove occupa il suo nuovo posto di lavoro, ma torna a Parigi ogni mercoledì per partecipare alla riunione dell’ufficio politico di En Marche!…

Ecco, noi  genovesi, liguri, siamo in mezzo a questi affari internazionali. Abbiamo la forte e determinante presenza di Fincantieri che garantisce lavoro di alta qualità e occupazione, Costa Crociere a Savona che è cliente primario di Fincantieri e concorrente di Msc, il gruppo di Aponte che per fortuna nostra sta guardando alla Liguria come suo punto di riferimento primario in Italia con interessi  che spaziano: la Stazione  Marittima con la forte presenza di Msc Crociere, i traghetti Gnv, l'investimento sul nuovo terminal di Calata Bettolo, la partnership con Spinelli, la proposta di gestire con Royal Carrebean il futuro Terminal Crociere di Spezia, l'ingresso nel Gruppo Messina.

Ci troviamo quindi al centro di una situazione davvero complessa con dei nostri primari player in fortissima tensione fra loro. 

Non può sfuggire proprio a me, che ho presentato una interrogazione sul tema al Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, che Msc era già molto preoccupata e perplessa sulla joint venture tra Fincantieri e i cantieri cinesi, nella quale il rischio è di "insegnargli" a costruire navi da crociera. Non a caso nell'interrogazione del 7 Marzo ho fatto mie delle  perplessità  in merito alla reale utilità per il nostro Paese di apportare ai cinesi il consolidato ed esclusivo know how  dell'azienda Italiana, con il rischio di far nascere un pericoloso concorrente a livello mondiale che nel giro di pochi anni  potrebbe diventare ipercompetitivo grazie a costi di manodopera bassissimi e avendo acquisito appunto il nostro esclusivo know how.

(vedi il link www.liguriacivica.it/temi/notizie-temi/interrogazione-su-fincantieri-5795.html).

Non possiamo quindi che essere estremamente interessati e preoccupati  di questa battaglia che vede di fatto da una parte il premier Paolo Gentiloni e il numero uno di Fincantieri Giuseppe  Bono e dall'altra Macron e Aponte. In una economia e in una competizione globalizzata non ne farei una questione di bandiera. Piuttosto di pragmatismo: sia Aponte sia Fincantieri danno molto all'Italia e alla Liguria, l'importante è che continuino a farlo anche se la loro rivalità, e concorrenza, ha varcato le Alpi e si sta traducendo in una battaglia durissima all'ombra della torre Eiffel.

*Componente Commissione Trasporti del Senato