CRONACA

Servizio a rischio collasso: ogni giorno saltano 40-50 corse

Autista Amt, un lusso per pochi. Ma all'appello ne mancano 200

21/04/2017 ore: 11.59

di Fabio Canessa

Autista Amt, un lusso per pochi. Ma all'appello ne mancano 200

GENOVA - Alla procedura di selezione per autisti Amt hanno partecipato in 215. Ammessi in graduatoria 111, di cui 65 in possesso dei requisiti e 46 ancora senza patente. In pratica un flop, visto che in azienda c’è un buco di circa 200 unità che viene tappato in vari modi: straordinari obbligati, blocco delle ferie, spostamento dei controllori ad altre mansioni. Anche così però non basta: ogni giorno saltano dalle 40 alle 50 corse.

“Perché così pochi? Per ottenere la patente e il CQC che abilita a condurre i mezzi pubblici un giovane deve tirare fuori 4-5 mila euro. Non tutti li hanno”, spiega Antonio Cannavacciuolo, segretario di Uiltrasporti Genova che ha scritto una lettera al sindaco Doria per denunciare la situazione. Morale: nei prossimi mesi, con l’applicazione dei decreti attuativi su lavori usuranti e ‘precoci’, andrà in pensione un’altra cinquantina di autisti. E il buco si allarga ancora.

Nonostante l’urgenza di allungare la coperta, le procedure di selezione appaiono molto buongustaie. “Si poteva aprire anche ad altri soggetti, magari anche oltre i 30 anni. Bisognerebbe che queste commissioni giudicassero in maniera un po’ più elastica. Perché poi, se il servizio non funziona, gli utenti se la prendono con gli autisti, che sono in realtà le prime vittime. Anzi, noi consigliamo di telefonare per segnalare i problemi. In azienda abbiamo soggetti che si occupano di trasporto pubblico ma non sono mai saliti su un autobus”.

Il primo appello al prossimo sindaco? Cannavacciuolo va dritto al punto: “Definire quali sono i finanziamenti che vanno destinati al tpl. Per legge il 55% va tirato fuori da ricavi e il 65% da risorse nazionali e regionali con l’integrazione dei Comuni. Al futuro sindaco noi chiediamo di avere un occhio riguardo nei confronti del trasporto pubblico, che è un servizio sociale. Però, senza finanziamenti, rischia di non esserci più”.