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Viva viva il campionato ma lo stadio resta un cesso

di Franco Manzitti

sabato 19 agosto 2017
Viva viva il campionato ma lo stadio resta un cesso

Evviva evviva, finisce l’astinenza da calcio, ricomincia il campionato con il Genoa e la Samp sulla scena. Dopo un’estate di chiacchiere, sopratutto rossoblù e grandi manovre sulla società del Grifone, tutto appare uguale: Preziosi che spazia sul mercato e stiamo a aspettare di capire se vende o no, e se resta o no e come. La squadra è il solito grand hotel, gente che va, gente che viene e sembra - ma i genoani sono per natura scettici blu -  che tutto sia come prima.

L’estate della Samp è stata, invece, molto “chic” nel senso del nome del giocatore superstar, venduto alla Juve, rifiutato per misteriose ragioni sanitarie, tornato a casa, conclamato guarito, rimesso sul mercato e ancora sospeso.

Ma questi sono ragionamenti tecnici e di mercato che lasciamo agli esperti che pullulano e sono già li pronti a occupare l’immenso red carpet delle partite, degli spogliatoi, delle trasmissioni, dei tormentoni che ci porteranno fino a luglio, fino al fatidico campionato del mondo.

A noi del calcio genovese interessa, in questa ripresa, un aspetto molto più cittadino, che potrebbe smuoversi, ora che tutto sembra cambiare sotto la spinta, i cazziatoni e le rivoluzioni di Marco Bucci, il sindaco manager.

A noi interessa la “casa” del calcio cittadino, quello stadio di Marassi, Luigi Ferraris, che sta lì e non gli hanno cambiato neppure un fiocchetto, un filo d’erba.

Possibile che a Genova, che ha due squadre in serie A, è la sesta città italiana, è il luogo dove il football è nato in Italia, si continui a giocare in uno stadio che è un cesso? Stupendo per vedere le partite, fare il tifo, ma indegno per il terreno di gioco, per le sue strutture, per i suoi servizi. Lo hanno rifatto nel 1990, per quel Mundial italiano con il disegno di Vittorio Gregotti. Niente da dire sulla visibilità e sullo stile.

Ma per il resto sembra che siano passati cento anni. Non c’è un bar degno di questo nome, i servizi igienici sono inqualificabili. New Marassi non offre null’altro che i posti a sedere per vedere le partite in un’era nella quale gli stadi diventano luoghi di grandi servizi ed efficienza e fanno guadagnare i soldi a chi li gestisce e si riempiono sempre, se funzionano modernamente.

Si guardi a Torino dove dopo lo Stadium juventino ora hanno rifatto anche il Filadelfia, a Roma dove, malgrado i grillini, sono su quella stessa strada, a Udine che ha uno stadio nuovo di zecca.

Da noi lo stadio è stato il tormentone di dove lo metto. Dove lo metto? La buon’anima di Riccardo Garrone aveva le sue idee per la Samp, ma come spesso succedeva a lui, non gliele hanno lasciate realizzare, né a Trasta, né all’Aeroporto, né alla Fiera. La Fondazione Genoa aveva sfornato un progetto di rifacimento del Ferraris, ma è rimasto lettera morta.

La gestione di Marassi è rimbalzata tra la società di Costa Edutainement, il Comune e le due società, Genoa e Samp, che ora lo detengono. Il risultato è sempre lo stesso. Lo stadio è un cesso, non cambia nulla e ora il campionato ricomincia. Tutti a Marassi, rive gauche del Bisagno, stesso stadio, stessa gradinata, stesso cesso. A meno che Bucci….

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