PORTI E LOGISTICA

Il sindaco e il presidente del porto Signorini a Roma seguono gli accordi

Via della Seta, tre memorandum per Genova. Bucci: "Grande opportunità"

di Matteo Cantile

venerdì 22 marzo 2019



ROMA -  “Un incontro fruttuoso”: ha definito così il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping l’appuntamento di questa mattina con il suo omologo italiano Sergio Mattarella. Il capo di stato cinese è impegnato da ieri a Roma in una visita ufficiale che prevede il suo acme domani, con la firma di una serie di memorandum condivisi tra Italia e Cina.

Mattarella ha ricevuto Xi Junping e la moglie al Quirinale: al presidente sono stati tributati gli onori militari, poi ha deposto una corona di fiori all’Altare della Patria e ha partecipato al Forum Internazionale Italia – Cina, evento economico ha cui hanno preso parte imprenditori dei due paesi.

“Cina e Italia sono partner strategici – ha detto Xi Jinping parlando al mondo economico – tra noi non c’è nessun conflitto di interesse e sappiamo bene come rispettare le preoccupazioni della controparte”. Il presidente cinese ha anche invitato Mattarella a una nuova visita di stato in Cina.

Nella giornata di domani, nella cornice di Villa Madama, saranno sottoscritti i memorandum preparati con molta cura dalle due diplomazie in questi mesi: tra le questioni cruciali c’è l’adesione italiana al progetto della Nuova Via della Seta (One Belt One Road Initiative) che coinvolgerà direttamente il porto di Genova.

Per lo scalo del capoluogo ligure, in particolare, sono previsti tre memorandum legati alla via della Seta, uno dei quali fissa le basi per l’accordo tra l’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale e CCCC (China Communication Construction Company), un gigante da 70 miliardi di dollari di fatturato e 118mila addetti specializzato in costruzioni, già impegnato in Italia nel progetto, per il momento un po’ accidentato, del porto Offshore di Venezia.

La collaborazione cino-genovese dovrebbe iniziare nel 2022, quando sarà terminato il piano triennale di investimenti straordinari legati all’emergenza ponte Morandi, su cui il nostro Governo ha promesso di investire un miliardo di Euro.

I cinesi potrebbero essere determinanti nel completamento della più monumentale tra le opere in calendario, la nuova diga foranea: permettere al porto di ospitare navi più grandi sembra uno di filoni centrali per realizzare compiutamente la nuova via della Seta che si compone di una via ferroviaria (destinata a merci di pregio che devono viaggiare a maggior velocità per essere rapidamente disponibili sugli scaffali europei o cinesi) e di due vie marittime (nord e sud) che devono invece consentire grandi trasporti a costi ridotti; per questo è necessario infrastrutturare i nostri porti per renderli in grado di ospitare le mega navi.

CCCC potrebbe da un lato fornire il giusto know how per mettere a cantiere opere di grandi dimensioni, dall’altro fungere da collettore di importanti investimenti (come è avvenuto a Venezia dove, si dice, sono pronti 700 milioni per realizzare il porto Offshore): tra i grandi progetti nazionali e internazionali di CCCC non ci sono dighe (moltissimi ponti, tunnel, piste di aeroporto) ma è sicuro che i tecnici cinesi non vedrebbero l’ora di mettere mano a un progetto come questo.

Oggi e domani sono a Roma il commissario alla ricostruzione e sindaco di Genova Marco Bucci e il presidente dell’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini per seguire di persona l’evoluzione e le firme di questi accordi. "E' una grande opportunità", ha detto Bucci a margine di un convegno nella capitale: "Genova deve offrirsi all'Europa occidentale così come Trieste deve farlo per l'Europa Orientale come terminale naturale della via della Seta". 

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