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Interpellanza di Basso (Pd) e altri 29 deputati
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Domani è in programma un atteso e delicato consiglio d’amministrazione. Ma si parlerà soprattutto di governance e riorganizzazione di Finmeccanica, sebbene non sia escluso che faccia capolino anche un tema sul quale Genova – ma non le istituzioni locali, Regione e Comune in primis – sta da tempo con la antenne alzate: il futuro di Ansaldo Sts. L’azienda con sede all’ombra della Lanterna, quotata in Borsa e fra i principali player mondiali nel segnalamento ferroviario, è infatti in predicato di essere ceduta insieme ad Ansaldo Breda (Pistoia), che opera invece nella costruzione di treni.

Mauro Moretti, numero uno di Finmeccanica, che controlla Sts e possiede il 100% di Breda, sta sulla linea dei suoi predecessori: si vende e ci si concentra nell’aerospazio, difesa e sicurezza. In lizza per l’acquisto la cinese Gnr (con Insigma), la giapponese Hitachi e la francese Thales. Ma può l’Italia vendere Sts e Breda, anche per un’offerta a peso d’oro come quella arrivata da Pechino (oltre 1,5 miliardi) uscendo così da un settore che tutti i Paesi avanzati considerano strategico?

Alla luce di questa perplessità di fondo, il deputato ligure del Pd Lorenzo Basso, componente della Commissione Attività produttive della Camera, ha presentato una interpellanza urgente ai ministri dell’Economia Padoan e dello Sviluppo economico Guidi. La formula utilizzata è quella della sottoscrizione da parte di 30 parlamentari che ogni mese hanno a disposizione una sola firma per un atto del genere, visto che obbliga il governo a rispondere in Aula entro 14 giorni. Scadenza fissata, quindi, a partire da venerdì scorso, 19 settembre. Basso, sotto il documento ha raccolto le firme di tutti i deputati liguri e anche quella di Stefano Fassina, nome non casuale essendo stato, con lo stesso Basso, fra i protagonisti, all’epoca del governo Letta dell’operazione che ha felicemente portato Ansaldo Energia fuori dal controllo di Finmeccanica, senza però farla perdere al Paese.

Che cosa si domanda con l’interpellanza? Quattro cose in particolare: quale sia il piano del governo per rilanciare il comparto ferroviario italiano; se il ministro dell’Economia, nella sua veste di azionista di riferimento di Finmeccanica, e il ministro dello Sviluppo economico, per le responsabilità in materia di politica industriale, condividano la dismissione di Ansaldo Sts e Ansaldo Breda; se non ritengano opportuno utilizzare anche per questo dossier il “modello Ansaldo Energia”, con l’intervento di Cassa depositi e prestiti attraverso il Fondo strategico italiano; se il governo non valuti di utilizzare i cosiddetti “poteri speciali” (la “golden share”, per intenderci) che consentono un potere di veto per impedire assetti societari ritenuti contrari agli interessi che investono la sicurezza del Paese.

Domande che prevedono risposte impegnative. Sempre Matteo Renzi e i suoi ministri non abbiano già deciso di abbandonare Sts e Breda al proprio destino. L’interpellanza, però, almeno li obbligherà a uscire allo scoperto.