IL COMMENTO

Il primo interrogativo vedere se Claudio appoggerà Marco

Uno Scajola verso la Camera: ma non sono solo rose e fiori

di Luigi Leone

mercoledì 10 gennaio 2018
Uno Scajola verso la Camera: ma non sono solo rose e fiori

Roberto Cassinelli al Senato, Sandro Biasotti, Giacomo  Giampedrone e Marco Scajola alla Camera. Segnatevi questi nomi: saranno quelli giusti per le candidature ligure di Forza Italia alle prossime politiche. Non grandi sorprese, se vogliamo. Per il governatore Giovanni Toti ci sarà l'impegno a sostituire due assessori, che potrebbero diventare tre se, come pare, anche il leghista Edoardo Rixi si cimenterà nell'agone elettorale.

Fra tutti, il cognome che fa più rumore è quello di Scajola. Perché segna - il collegio è dato per sicuro - il ritorno in Parlamento della dinastia politica imperiese. Prima Sandro, che di Marco è il papà, poi Claudio, che è lo zio ed è stato anche potentissimo ministro della Repubblica (all'Interno e allo Sviluppo economico). Ora tocca a Junior, come direbbero gli americani.

Un destino praticamente sognato. Laureato in psicologia, sposato con figli, Marco Scajola a Imperia è stato consigliere comunale e poi assessore, oltre ad aver ricoperto e a ricoprire cariche di partito. Adesso è assessore regionale, con delega all'urbanistica. Secondo i bene informati, al suo posto arriverà Angelo Vaccarezza, scajolano di ferro ma anche politico che ormai brilla di luce propria.

Per Marco Scajola la vulgata parla di una strada tutta in discesa, ovviamente. In realtà non è propriamente così. Il cognome certamente gli ha aperto delle porte, ma è stato ed è anche un fardello bello pesante da portarsi dietro. I paragoni con il papà e lo zio restano all'ordine del giorno, e sono sempre fastidiosi, ma soprattutto chiamarsi Scajola spesso gli ha politicamente complicato le cose.

Anche questa storia della candidatura alla Camera non è così lineare come potrebbe apparire. Tutti sono a chiedersi, infatti, se lo zio Claudio gli darà una mano oppure no. Il legame familiare presupporrebbe l'inutilità del quesito, invece... Invece succede che quando l'ex ministro ha fatto sapere di volersi ricandidare a sindaco di Imperia, la primavera prossima, proprio Marco si è messo di traverso. La ragione è semplice: è legato a doppia mandata a Toti e vorrebbe che Imperia completasse il ciclo vincente del governatore, dopo aver conquistato Regione, Savona, Spezia e Genova. E Toti, ovviamente, non può benedire una candidatura di Scajola zio a sindaco. Un po' per l'antica distanza fra i due, un po' perché Lega e Fratelli d'Italia si sono affrettati a spiegare che loro manco ci pensano a sostenere l'ex ministro.

Dopo giorni di gelo in casa Scajola, nell'ultimo periodo sembrava che zio e nipote avessero almeno firmato una tregua. Ma ora che Marco va alla candidatura in Parlamento che cosa accadrà? Il primo interrogativo, come si diceva, è vedere se Claudio lo appoggerà. Il secondo è chiarire se Marco, in cambio, si spenderà in qualche modo presso Toti per spingere la candidatura a sindaco di Imperia dello zio, oppure se rimarrà fermo sulle precedenti posizioni ostili. In quest'ultimo caso, potremmo trovarci con l'ex ministro che alle politiche farà campagna elettorale per qualcun altro. O al massimo non ne farà per nessuno, in tal modo marcando comunque una distanza dal nipote. La famiglia Scajola è dunque pronta a tornare in Parlamento, stavolta con Marco, dopo Alessandro e Claudio. Ma non sono solo rose e fiori.

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