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POLITICA

Un posto al sole

Wednesday 20 October 2010
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Genova - Sulle pagine genovesi del Giornale, il vicepresidente del consiglio regionale, Gino Morgillo (Pdl) annuncia di voler deferire ai probiviri il suo collega di partito (almeno fino a oggi) senatore Enrico Musso, reo di non essere  più in linea con gli ukase che escono da Palazzo Grazioli. L’ira di Morgillo è motivata dalle troppo frequenti prese di distanza di Musso dal partito: no allo scudo fiscale, no alle varie uscite sulla giustizia, addirittura la proposta di una legge elettorale uninominale, in aperto contrasto col Porcellum tanto amato dai berlusconiani, fino ad arrivare all’annuncio di voto contrario per l’atteggiamento del governo nei confronti della riforma universitaria. Risponde Morgillo al Giornale: “Non spetta a me sindacare sull’attività che Musso svolge in Senato, quasi sempre in disaccordo con il resto del Pdl - e aggiunge - Credo che le sanzioni dovrebbero scattare per l’uso strumentale che Musso fa del Popolo delle Libertà”. Roba da espulsione? Risponde Morgillo che il partito non può continuare a far finta di niente. Ah, un lieve particolare: se per caso Musso decidesse di lasciare oltre al Pdl anche il suo scranno al Senato, Morgillo entrerebbe al suo posto.   LA RISPOSTA DI MORGILLO

Ho letto con interesse, che sempre dedico ai pezzi firmati Mario Paternostro, l’editoriale di oggi “Un posto al sole”, riguardante la mia richiesta di chiarezza rivolta al senatore Enrico Musso che, a mio avviso, fa un uso strumentale del Pdl. Non chiedo certo al senatore di dimettersi dal suo incarico in Senato. Non perdo tempo con richieste che sembrerebbero, purtroppo, pura utopia. In politica è uso o, forse, cattivo uso, che chi lascia un partito non abbandona comunque  l’incarico ricoperto. A Enrico Musso ho chiesto di fare chiarezza rispetto alla sua permanenza nel Popolo della Libertà, non di lasciare il ruolo di parlamentare. Per quanto mi riguarda al Senato aspiravo nel 2008, in occasione delle elezioni politiche.   Non mi piacerebbe iniziare il mio impegno in Senato a metà corsa e in un clima di incertezza. In questo momento preferisco svolgere il mio ruolo di Vicepresidente del Consiglio regionale, avendo davanti ancora tutta la legislatura per svolgere al meglio il mio lavoro,  piuttosto che andare a ricoprire la carica di senatore in un parlamento che ha svolto già una parte del mandato e che verrebbe sciolto in caso di elezioni anticipate. Luigi Morgillo, Vicepresidente Consiglio regionale della Liguria

Autore: Mario Paternostro
Notizia a cura della Redazione di Primocanale
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti
nemo il 26/10/2010 alle ore 15.01
anche biondi ha fatto "ciao ciao", mettiamoci comodi ad ammirare il fuggi fuggi dalla nave che affonda
luigi sestri p il 26/10/2010 alle ore 09.55
Io invece concordo con Alex. @ voltaire.Veramente dovevi dire «non approvo ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il diritto perchè tu possa dirlo»
Alex il 22/10/2010 alle ore 13.53
Se si riferisce a me le rispondo subito: io voglio vedere delle facce nuove. Punto. E' quello che chiede la gente da anni e se la politica non lo capisce o fa finta di non capire, beh...mi pare che la mancanza di intelligenza oscuri ogni tipo di curriculum lavorativo....
Andrea Cambiaso il 22/10/2010 alle ore 09.55
Triste leggere una risposta così. Lo scritto si esprime da se!. Mi piacerebbe conoscere il suo curriculum lavorativo e non solo leggere delle poltrone occupate o di quelle desiderate .........
Alex il 21/10/2010 alle ore 16.37
Sign. Morgillo, ascolti...a CASA!!! Lasciate quelle benedette poltrone a gente di 30 anni, basta, fatevi da parte lei e Musso...siete peggio della maggioranza, a Genova fate un'opposizione inesistente. Basta. Piazza pulita. Gente nuova. Genova muore e nessuno muove un dito, nè a destra nè a sinistra: chissenefrega delle liti interne ai partiti...fate ridere...dite sempre che vi rendete conto che la gente è stufa di questo modo di far politica...e poi ci ricadete ogni volta...B-A-S-T-A!!
bla bla bla il 21/10/2010 alle ore 13.04
se la suonano e se la cantano e restano lì a fare le leggine che servono solo al capo
Silvio Montobbio il 20/10/2010 alle ore 18.15
L'impazienza di farsi notare, sempre e comunque, è deleteria di per sé. In politica, è devastante.
un bell'esempio di spirito di corpo il 20/10/2010 alle ore 15.42
"se per caso Musso decidesse di lasciare oltre al Pdl anche il suo scranno al Senato, Morgillo entrerebbe al suo posto". ahahaha, se è vero è grandioso! degno di totò!
y il 20/10/2010 alle ore 13.53
se musso lasciasse il pdl, ritengo che passerebbe o con fini o al gruppo misto, come peraltro hanno gia' fatto altri transfughi.Comunque il livore di certi articoli si commenta da solo
voltaire il 20/10/2010 alle ore 12.37
Che tristezza!
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