cronaca

Era usato come parcheggio: colpa della frana?
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 Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Savona Fiorenza Giorgi ha disposto oggi in sede di udienza preliminare una nuova perizia tecnica per stabilire le cause del crollo di un terrazzino usato come parcheggio ad Andora (Savona) che nel gennaio del 2014 provocò una frana che fece deragliare il treno intercity con 260 passeggeri a bordo.

L'incidente provocò il ferimento dei due macchinisti del treno e il blocco della circolazione dei treni per circa due mesi. A detta dei consulenti del pm Giovanni Battista Ferro lo smottamento era stato causato dal cedimento del terrazzo usato come parcheggio e costruito diversamente da come era stato progettato.

Secondo i consulenti, inoltre, erano stati ignorati i segnali premonitori del cedimento. Il gip Giorgi ha oggi disposto la perizia accogliendo in sede di udienza preliminare l'istanza presentata dagli avvocati dei 5 indagati accusati di disastro ferroviario, frana e crollo colposo. Sott'accusa ci sono i proprietari della struttura Giulia Di Troia e il marito Raffaele De Carlo, milanesi, il costruttore Damiano Bonomi, il tecnico bergamasco Giovanni Bosi, che aveva effettuato i controlli sulla stabilità, e Franco Dagnino, dirigente della Ferservizi Spa, società del gruppo Ferrovie dello Stato titolare della gestione del patrimonio immobiliare.

La posizione di un sesto indagato, Vincenzo Di Troia, è stata stralciata perché ha perso la vita nell'agosto scorso in un tragico incidente stradale all'estero. Se la nuova perizia tecnica stabilirà che il crollo del terrazzino è stato causato da una frana, come sostengono gli indagati, la posizione delle persone finite sotto accusa potrebbe essere molto meno grave. Gli avvocati degli indagati in questo caso potrebbero chiedere un rito alternativo per ottenere uno sconto di pena.