CULTURA

Prima esecuzione assoluta il 23 febbraio

Teatro Carlo Felice, ' Miseria e nobiltà': l'opera raccontata dalla regista Rosetta Cucchi

di Silvia Isola

domenica 11 febbraio 2018

La sfida di Marco Tutino, con Miseria e nobiltà, è riallacciarsi a questa tradizione, tutta italiana, adeguandola ai tempi. La scelta del soggetto è caduta su un classico della comicità napoletana (Napoli, dove l’opera buffa è nata), la commedia di Eduardo Scarpetta Miseria e nobiltà (1887), portata al cinema, con grande successo, da Mario Mattioli nel 1954, protagonisti Totò e Sophia Loren. Chi ama la commedia originale e la pellicola ne ritroverà gli equivoci e il clima da farsa, ma anche qualcosa di diverso: meno personaggi-maschere, più psicologia e un contesto politico e culturale più definito (l’azione è stata spostata nel 1946, nei giorni del referendum tra monarchia e repubblica)


GENOVA - Cresce l’attesa per il debutto di ‘Miseria e nobiltà’ di Marco Tutino al Teatro Carlo Felice, in  programma il 23 febbraio, in prima esecuzione assoluta. Ed è stato un lavoro ‘particolare’ quello della regista Rosetta Cucchi. "Di solito compositori e librettisti di un'opera sono deceduti, lasciando il regista libero di interpretare testo e musica. Trattandosi di una prima assoluta, ho avuto la possibilità di chiedere il perché di alcune scelte direttamente al Maestro Marco Tutino e agli sceneggiatori Luca Rossi e Fabio Ceresa, in uno scambio continuo".

La sfida più grande, però, è data dal confronto con un cult come il film di Mario Mattoli, uscito nel 1954. "In ogni ristorante italiano del mondo si trova la foto di Totò che mangia gli spaghetti. Ho avuto, però, la possibilità di ridisegnare la storia, naturalmente tenendo sempre un occhio alla tradizione di questo film. Il passo avanti che è consentito dalla musica è quello di entrare nella profondità del personaggio, di raccontare sia la risata sia la malinconia, la doppia faccia della miseria", spiega ancora la regista.

Anche il cast dovrà misurarsi con attori di grande rilievo: in particolare, Alessandro Luongo  nel ruolo di Felice Sciosciammocca dovrà interpretare al meglio la comicità di Totò, specialmente nella scena della dettatura della lettera. Anche Martina Belli, che vestirà i panni di Gemma, avrà come termine di paragone una giovane Sophia Loren, "ma con un abito che ricorda Monica Vitti in Polvere di stelle".

Tra i compiti del regista vi è anche quello di veicolare un messaggio al pubblico e un'opera come questa ne esprime uno  molto importante: "La fame è universale, ma anche l'amicizia, il sapersi aiutare l'uno con l'altro – spiega Rosetta Cucchi - e la connessione di cuori sono ancora possibili come lo era nel 1946 e come lo era ancora prima nel 1887", anno in cui Eduardo Scarpetta ha composto questa celebre commedia teatrale.

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