PORTI E LOGISTICA

Gli spedizionieri presentano un progetto a parlamentari e candidati

Spediporto rilancia la Zes per Genova: "Così potrà crescere tutta la Liguria"

giovedì 04 maggio 2017
Spediporto rilancia la Zes per Genova:

GENOVA - In Gran Bretagna, dove il governo nel 2012 ha lanciato un programma ad hoc di agevolazioni fiscali e aiuti governativi le "enterprise zone" sono oggi 48 per 635 nuove attività imprenditoriali insediate e oltre 27 mila nuovi posti di lavoro. In Italia c'è una proposta di legge governativa che sta arrivando al traguardo con l'obiettivo di inaugurare la prima "Zes", Zona economica speciale, nelle regioni del Sud, mentre in Europa ne esistono già 16 oltre a 91 zone franche. Il porto di Genova potrebbe essere il candidato "naturale" per ospitare una zona economica speciale, grazie alla sua posizione.

Spediporto aveva lanciato per prima la proposta di una zes per il porto ligure, che offra le condizioni per attrarre investimenti esteri e quindi l'insediamento di nuove aziende, grazie ad agevolazioni non tanto (o non solo) fiscali, ma amministrative, infrastrutturali e doganali. L'associazione degli spedizionieri genovesi è andata avanti e sta mettendo a punto un progetto concreto che sottoporrà a breve ai parlamentari liguri e ai candidati sindaco del capoluogo.

"Genova, il più importante centro logistico portuale italiano, ha tutte le caratteristiche per ospitare con successo una enterprise zone: i collegamenti con i principali corridoi di traffico marittimo e terrestre, la posizione a ridosso dei principali mercati europei - spiega Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto - Istituire una Zes a Genova sarebbe l'occasione per far crescere tutta l'economia della regione, anzi delle regioni, perché si possono sviluppare sinergie con Piemonte e Lombardia, per costruire un processo di sviluppo che utilizzando in modo intelligente gli strumenti normativi esistenti, o che possono essere varati in tempi brevi, permetta di attrarre capitali esteri. Noi stiamo lavorando per costruire una proposta seria, con la collaborazione di Maurizio D'Amico, segretario generale del consultive board di Femoza, l'associazione mondiale delle zone franche e delle Zes".

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