curiosità

Lo scheletro ritrovato nella grotta Caviglione nel 1872
1 minuto e 11 secondi di lettura
 Appartiene a una donna di circa 37 anni e non a un uomo, come erroneamente si riteneva, lo scheletro rinvenuto nel 1872 nella grotta Caviglione, in una sepoltura che faceva parte del sito archeologico dei Balzi Rossi, al confine italo-francese di Ventimiglia.


La scoperta è stata comunicata stamani durante l'inaugurazione del nuovo allestimento del Museo Preistorico di Balzi Rossi. "La sepoltura, quindi, non si chiama più l'Uomo di Mentone, ma la Donna di Caviglione - ha detto Antonella Traverso, direttore del museo - ed è stata proprio questa sorprendente scoperta a dare impulso al riallestimento complessivo del museo".

La presentazione al pubblico della scoperta è prevista in occasione della Giornata della Donna, con una serie di visite del Museo (dalle 15 alle 18, una all'ora) a ingresso gratuito per le donne. Il 26 marzo 1872 gli scavi guidati da Emile Riviere portavano alla luce una sepoltura di quello che sino ad oggi era stato chiamato 'Uomo di Mentone'.

La sepoltura viene trasferita a Parigi, dove è conservata presso l'Institut del Paleontologie Humaine e ai Balzi Rossi ne resta il calco. A sorpresa, i recenti studi dell'équipe internazionale guidata da Henry de Lumley, hanno ribaltato le informazioni sino a oggi ritenute valide. La sepoltura, caratterizzata da una cuffia formata da conchiglie e denti di cervo e un corredo di ossa di cavallo, è quella di una madre vissuta circa 24 mila anni fa, di alta statura e di circa 37 anni.