salute e medicina

Oggi l'inaugurazione
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 Genova conquista il primato nella ricerca per la sclerosi multipla grazie all'avvio del nuovo centro di ricerca in risonanza magnetica, un'eccellenza unica in Italia che permetterà di dare una forte accelerazione per combattere la malattia. Il centro, inaugurato oggi, ruota attorno a una risonanza magnetica di fascia alta 3 tesla, acquistato dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, che permetterà di ottenere una risoluzione dei dettagli anatomici molto piùalta rispetto alle tecniche classiche.


"Questo tipo di risonanza può trovare applicazioni nella diagnostica, e quindi nell'identificazione della patologia - spiega Lucio Castellan, direttore neuroradiologia Policlinico San Martino - ma sopratutto nella ricerca. Con questa macchina potremo verificare i protocolli diagnostici per trovare nuove sequenze che potranno essere applicate nella valutazione dei pazienti". Un centro di eccellenza che è un ulteriore passo avanti di un percorso virtuoso.

"Questo traguardo èstato raggiunto grazie alla collaborazione tra l'Aism, l'Università e il Policlinico San Martino - ricorda Sonia Viale, vice presidente e assessore alla Sanita di Regione Liguria - che, dopo aver ricevuto poche settimane fa il riconoscimento quale Irccs della seconda specialità in Neuroscienze, oggi compie un ulteriore salto in avanti. Un punto di riferimento non solo per l'assistenza ai pazienti ma anche per la ricerca scientifica avanzata". Il Centro sarà diretto da un comitato di gestione, presieduto da Mario Alberto Battaglia, presidente di Fism.


"Per la nostra federazione che ha sede a Genova - ha spiegato Battaglia - avere un centro nazionale in città è molto importante. Questo potrà fare la differenza e, grazie alle attrezzature innovative, potrà compiere ricerche che nessuno può fare in Italia". Il centro diventa esempio di collaborazione tra realtà differenti.

"La nascita di questo centro - ha ricordato Giovanni Ucci, direttore generale dell'Ospedale Policlinico San Martino - rappresenta anche un grande passo avanti nella collaborazione tra istituzioni, Università, Ospedale e Aism che, in un anno, sono riuscite a realizzarlo". "L'alto livello dei protagonisti coinvolti - ha spiegato il rettore Paolo Comanducci - sarà un elemento importante per ulteriori sviluppi nelle indagini volte allo studio delle malattie degenerative".