IL COMMENTO

I dati sulla popolazione del capoluogo

SarÓ la demografia ad affondare Genova

di Francesco Gastaldi

lunedý 25 settembre 2017
SarÓ la demografia ad affondare Genova

 Un tema tabù di cui si parla poco, eppure i numeri sono drammatici, sono cifre da auto-estinzione, cui dovremmo porre rimedio. Senza i migranti saremmo probabilmente 450.000

Si tratta forse di una delle emergenze principali della città, ma allo stesso tempo è un tema poco dibattuto, quasi un tabù, a inizio gennaio 2017, ultimo dato annuale disponibile, Genova conta 583.601 residenti (con il 28% di over 65), si è ormai lontani dalla quota dei 600.000 abitanti e lontanissimi dal massimo storico raggiunto dalla città 52 anni fa con 848.121 abitanti. Solo nell’ultimo anno, fra il 1 gennaio 2016 e il 1 gennaio 2017 si sono persi circa 3.000 abitanti, una ecatombe.

E’ pesantissimo il ridimensionamento demografico (decremento del 31% rispetto al 1965) che la città ha attraversato negli ultimi decenni, un terzo della città non c’è più. A Genova l’emergenza demografica ha radici molto profonde (e lontane nel tempo) e conseguenze gravi, complice un tasso di natalità tra i più bassi d’Italia (6,3 per 1.000 residenti) e un tasso di mortalità fra i più alti d’Italia (13,9 per 1.000 residenti). In poche parole ogni anno a Genova, ormai costantemente, i morti (7.873 nel 2016) sono più del doppio dei nati (3.703 nel 2016).

Il decremento degli italiani per anni è stato parzialmente compensato dai flussi di stranieri in entrata (a fine 2016 si registravano 54.678 stranieri ufficialmente residenti pari al 9,4% della popolazione di cui 14.248 ecuadoriani, 5.991 albanesi e 5.176 romeni) e dal contributo alla natalità dato da questi. Sono i residenti non italiani a tamponare, almeno in parte, il declino demografico genovese, poiché una quota di loro acquisisce progressivamente (a certe condizioni) la cittadinanza italiana, è lecito presuppore che senza il loro contributo i residenti sarebbero circa 450.000. 

Ma anche i processi migratori si stanno attenuando e perfino si segnalano dati in controtendenza con fenomeni di redistribuzione dei migranti in altre aree italiane meno interessate alla crisi economica, gli spostamenti in altri paesi europei o il fenomeno del ritorno in patria nel caso degli ecuadoriani (1.000 ecuadoriani in meno nell’ultimo anno, in parte per trasferimenti in parte per acquisizione di cittadinanza italiana). Da Genova fuggono anche i genovesi, negli ultimi 10 anni, circa 100 giovani all’anno si sono trasferiti a Milano e circa 200 all’anno all’estero, anche questo fenomeno contribuisce ad indebolire la città, soprattutto se non si attirano altri giovani con elevati livelli formativi; questo dovrebbe essere l’obiettivo di una città con caratteristiche demografiche, ormai strutturali, come quelle che abbiamo descritto.   *Francesco Gastaldi, Professore associato di Urbanistica, Università IUAV Venezia  

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