CRONACA

Il legale: "Chiarita meglio la posizione del nostro assistito"

Sanità, appalti truccati in Asl: Morgillo interrogato risponde al gip

marted́ 10 aprile 2018
Sanità, appalti truccati in Asl: Morgillo interrogato risponde al gip

LA SPEZIA - Ha risposto a tutte le domande nell'interrogatorio di garanzia Luigi Morgillo, l'ex consigliere regionale di Forza Italia e imprenditore indagato per la vicenda degli appalti truccati nell'Asl 5 della Spezia.

"Abbiamo risposto a tutte le domande e chiarito meglio con considerazioni e contributi la posizione del nostro assistito. Abbiamo chiarito alcuni elementi delle contestazioni e richiesto la revoca della misura cautelare o la sua attenuazione" hanno detto gli avvocati Massimo Ansaldo e Matteo Ridolfi, uscendo dal palazzo di giustizia con Morgillo. "Confidiamo che gli argomenti e le prossime decisioni siano a noi favorevoli" hanno aggiunto.

Morgillo è ai domiciliari con l'accusa di turbativa d'asta relativamente ai lavori per il conto termico della struttura sanitaria Rems spezzina (32 mila euro) e per un appalto per il comune di Massa (80 mila euro). Secondo quanto appreso, Morgillo avrebbe spiegato il contenuto delle intercettazioni, dichiarando che nel caso della Rems non avrebbe fatto pressioni e sarebbe stato favorito a sua insaputa mentre nel caso toscano avrebbe dato una interpretazione diversa delle intercettazioni telefoniche raccolte.

Ha poi voluto chiarire i rapporti con Asl 5, in particolare con il dirigente arrestato Massimo Buccheri e anche con il direttore generale dell'Asl5 Andrea Conti. Intanto, giovedì è previsto un nuovo interrogatorio per Buccheri, l'uomo chiave della vicenda che si trova in carcere: il dirigente Asl avrebbe avrebbe favorito imprenditori e aziende amiche per ottenere denaro e regali. Una prima conferma sarebbe arrivata dalle confessioni rese negli interrogatori dei dirigenti della multinazionale Mindray, che avrebbero ammesso gli addebiti relativi alla gara d'appalto regionale bandita da Alisa per alcuni presidi sanitari.

Al dirigente Asl sono contestati i reati di corruzione, concussione, turbativa d'asta, rivelazione del segreto d'ufficio e falso in atto pubblico, mentre ai rappresentanti della multinazionale i reati di corruzione e turbativa d'asta. Il giudice intanto ha respinto la revoca delle misure cautelari all'imprenditore Aldo Pini e al dirigente Mindray Giuseppe Casalini.

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