CRONACA

Cosa non va: bus pieni, bagni sporchi, prezzi troppo bassi

San Quirico, lo 'Sbarasso' un mese dopo: 400 adesioni e uno su cinque Ŕ italiano

di Fabio Canessa

martedý 03 ottobre 2017



GENOVA - Lo 'Sbarasso' di San Quirico supera la prova del primo mese. E forse va anche oltre le aspettative. Il pianterreno del Mercato dei Fiori, che ospita i reduci dell'ex mercatino di corso Quadrio-via Turati, è affollato ogni giorno da 120-130 persone, secondo gli organizzatori. "Nelle giornate misere sono 115", dice Assan Assad della Federazione Regionale Solidarietà e Lavoro, una delle associazioni che lo gestiscono. E a parte qualche problema ancora da risolvere, si può dire che il meccanismo funzioni. 

"Di certo è una soluzione più decorosa e più accettabile di prima - commenta Paolo Barbieri, vice direttore di Confesercenti Genova - ora si tratta di sistemare ciò che ancora non va". A cominciare dalla logistica: in Vapolcevera qualcuno si è lamentato della folla sui bus al mattino presto, quando gli operatori salgono coi borsoni pieni di merce. "Anche i bagni sono un po' in sofferenza, vista la quantità di persone che li usa", aggiunge Barbieri. Piccole criticità che comunque non lasciano grandi spazi di intervento. 

Secondo gli organizzatori sono già 400 in tutto le adesioni, cioè le persone venute almeno una volta per iscriversi e ricevere la tessera. "Di questi uno su cinque è italiano, il 20%", assicura Assad. In verità la stragrande maggioranza è composta da stranieri, gli altri devono adeguarsi a leggi di mercato tipiche di altre culture. "Non si riesce a vendere a più di un euro - si lamenta Giancarlo, genovese del Levante, che racconta di aver perso il lavoro sulle navi - e il guadagno giornaliero non supera i 20 euro". Del resto non si tratta di vero commercio: "Qui si paga un euro al giorno per esporre e la regola è il prezzo basso, oltre i 50 non si può nemmeno partecipare - replica Assan Assad - se uno vuole incassare di più, paghi di più e vada in un vero mercato". 

Qualche chilometro più a valle, in corso Quadrio, non c'è più traccia dei suq abusivi. "Il recupero di quell'area di sosta era strategico per il rilancio di Sarzano - commenta Barbieri di Confesercenti - perché consente finalmente di pedonalizzare la piazza, rimasta esclusa dalle politiche di recupero turistico degli ultimi anni". Archiviato un mercatino illegale, ce ne sono però altri in centro storico che tengono impegnato il Comune: quello di Sottoripa, per ora sfrattato dalle pattuglie interforze notturne, e quello davanti alla Commenda di Prè, dove a farla da padrone sono i fruttivendoli coi loro furgoni, tutto senza licenza e alla luce del sole. 

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