POLITICA

E anche gli stranieri si ribellano: "Abbiamo vergogna"

Sampierdarena, cittadini col coprifuoco: "Ecco perché il 4 marzo noi voteremo"

di Fabio Canessa

martedì 13 febbraio 2018



GENOVA - "Certo che andremo a votare. È l'unico modo per cambiare qualcosa". In piazza Masnata, dove finisce Sampierdarena e inizia il Campasso, il capannello di coraggiosi che sfidano il freddo e il vento in diretta su Primocanale ha ben chiara la risposta al quesito della trasmissione. Voto o non voto? Se trionferà l'astensionismo non sarà certo qui, nell'ex Manchester d'Italia ostaggio del degrado, delle notti brave con l'alcol in piazza, del "coprifuoco alle sette di sera", come dicono i residenti, dei finti circoli sudamericani e non solo.

La sfiducia nella politica è tanta. Ma, una volta toccato il fondo, prevale la speranza in una svolta. "I problemi delle periferie sono stati negati per tanto tempo, se non ignorati. Si diceva che i problemi di sicurezza erano percepiti, non reali. L'ordinanza anti alcol comincia a servire da deterrente. Ma il lavoro da fare è ancora tantissimo". A parlare è Matilde Gazzo, un'attivista ormai storica su questo territorio. Ex volto della Rai e "figlia di una storica famiglia di sinistra", come dice lei.

In piazza risuonano le storie di tanti. Storie vere, di vite al limite del sopportabile. C'è la signora di via Caveri, che abitava di fronte al circolo ora chiuso: "C'erano ubriachi tutte le sere. Cosa facevano? Qualunque cosa. Meglio non dire". C'è la commerciante di piazza Settembrini: "Le persone hanno paura a venire in negozio". C'è chi è stato scippato in strada nel tardo pomeriggio. C'è Gaetano, marittimo ultra 70enne che abita in via Fillak e vorrebbe vendere tutto per andarsene altrove: "Ma con due appartamenti non faccio neanche 100 mila euro. Qui le case non valgono più niente".

Sampierdarena non è Multedo, nessuno ce l'ha coi richiedenti asilo nei centri d'accoglienza. Forse perché non ce ne sono. Ma qui parlare di integrazione non è facile. Tra i cittadini di piazza Masnata, allora, prende la parola Iracema, arrivata a Genova dal Perù 23 anni fa: "Quartiere razzista? Direi di no. Vogliamo rispetto dai nostri connazionali. Tanti non osservano la legge. Bevono, si ubriacano, sporcano, lasciano bottiglie in giro. Per noi è una vergogna".

A Sampierdarena e dintorni il 4 marzo sarà un 'election day'. Si sceglieranno i parlamentari ma anche i consiglieri del Municipio, finora commissariato da Renato Falcidia che sarà anche il candidato del centrodestra. Matilde Gazzo, il riferimento del quartiere, non dice a chi darà la preferenza. "Ma io ho un sogno - precisa - Vorrei che questa gelateria potesse tenere aperto la sera e vorrei vedere qui le famiglie girare tranquille, senza il coprifuoco. E sì, andrò a votare".

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