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In una lettera i motivi della protesta

Sampdoria, č scontro tra Ferrero e i gruppi organizzati: "Non ci rappresenti pių"

venerdė 18 maggio 2018
Sampdoria, č scontro tra Ferrero e i gruppi organizzati:

GENOVA -  E' ormai scontro aperto tra il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero e i tifosi organizzati. Attraverso una lettara sottofirmata da Federclubs e Gradinata Sud viene espresso tutto il malcontento verso il numero uno della società blucerchiata. La sintesi del messaggio diretto a Ferrero è chiara e non lacia dubbi: "Non ci rappresenti più".

Questo il testo della lettera:

 

"A maggio del 2016, praticamente due anni dopo il suo insediamento alla presidenza dell’U.C. Sampdoria, stanchi di tutta una serie di uscite fuori luogo e di atteggiamenti incompatibili con il decoro che la sua carica dovrebbe imporre, siamo andati a chiedere al signor Massimo Ferrero che questi continui episodi finissero, che venissero da lui rispettati la storia, i colori, la tradizione e la tifoseria della Sampdoria. Lo abbiamo fatto di persona, su mandato di un’assemblea pubblica di tifosi sampdoriani, lasciandoci con l’impegno a rispettare questa richiesta. Oggi, a due anni di distanza, e senza dimenticare uno striscione in gradinata che lo invitava a non parlare se non conosce la nostra storia. Prendiamo atto che tale impegno é venuto meno, con frasi ingiuriose, persino con velate minacce, e peggio ancora con un invito a “starsene a casa” per aver espresso un legittimo e largamente condiviso rammarico per l’epilogo della stagione che va a concludersi. Pertanto con noi, quelli che quando viene bene sono il 12esimo uomo in campo, quelli che sono la più bella tifoseria del mondo, il signor Ferrero ha chiuso. Non ci rappresenta né ci rappresenterà più in nessuna maniera. Due precisazioni: la rottura col sig. Ferrero non coinvolge in nessuna maniera i collaboratori della Sampdoria, che svolgono con professionalità il loro mestiere, che stimiamo e che siamo certi si sentano allo stesso modo colpiti da questi comportamenti inaccettabili; le forme di dissenso che adotteremo non avranno come teatro lo stadio di Marassi o qualsiasi altro stadio in cui sia impegnata la Sampdoria. Questa faccenda non può e non deve nuocere alla squadra, in nessun caso e per nessun motivo. Chiediamo a tutti i sampdoriani che desiderano approfondire l’argomento di presenziare alle ore 21 di martedì 22 maggio presso Sala Chiamata del Porto". 

 

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