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Decisione definitiva presa dal Consiglio dei ministri
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È ufficiale. Il Consiglio dei Ministri ha confermato le ultime voci: il referendum sulla riforma costituzionale slitta a domenica 4 dicembre. Tre settimane prima di Natale. A darne annuncio è stato lo stesso premier Matteo Renzi. Una data che già circolava come ipotesi e che andrà a coincedere col ballottaggio per le presidenziali in Austria tra il verde Alexander Van der Bellen e l’esponente dell’ultra destra Norbert Hofertra.

In un primo momento Renzi aveva parlato di ottobre. Poi la sequenza di notizie su un possibile rinvio a novembre, finché il Cdm non ha ulteriormente spostato l'appuntamento alla prima domenica di dicembre. Ancora non sono stati resi noti gli orari e le modalità del voto. Lo schema adottato è però quello delle ultime elezioni: si vota su un solo giorno, festivo, ampliando probabilmente la durata di apertura dei seggi. 

IL DIBATTITO SUL REFERENDUM: le ragioni del sì e del no


Così recita il comunicato ufficiale: I"l Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha convenuto sulla data del 4 dicembre 2016 per l&rsquoindizione - con decreto del Presidente della Repubblica - del referendum popolare confermativo previsto dall'articolo 138 della Costituzione sulla legge costituzionale 'Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione' approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016."

COME FUNZIONA

Sulla scheda sarà riportato il seguente quesito:

Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente ”Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

Per votare basta tracciare un segno sul sì o sul no. Non c'è quorum: vince la maggioranza a prescindere da quanta gente va a votare. Se vince il Sì passa la riforma costituzionale, se vince il No viene respinta in blocco.