IL COMMENTO

Ecco perché il dibattito è fuori tempo massimo

Rai: canone sì, canone no. Ma di cosa stiamo parlando?

di Sen. Maurizio Rossi

domenica 07 gennaio 2018
Rai: canone sì, canone no. Ma di cosa stiamo parlando?

Dire che sono stupefatto di quanto sta accadendo sul canone Rai è poco.

Innanzitutto sarebbe uno spostamento dal canone in bolletta a soldi presi dal bilancio dello Stato: sempre soldi dei cittadini sono. Nessuno parla di lotta agli sprechi in Rai se non gli stessi dipendenti, che vedono sperperi in produzioni esterne quando ci sono professionalità interne.

Ma quello che è gravissimo è che nessuno sembra ricordare che ad aprile 2016 il Governo ha affidato per 10 anni (fino al 2027) la concessione alla Rai per un totale di 20 miliardi di euro degli italiani, circa 2 miliardi all’anno. Nessuno ricorda che tra Natale e Capodanno il Consiglio dei Ministri ha varato il contratto di servizio Rai a mio giudizio terribile, senza obblighi precisi e storicamente mai rispettato?

È dal 2013 che si discute sulla scadenza della concessione alla Rai che era ad aprile 2016. Sono state fatte leggi in questi anni passate in parlamento, dibattute nelle Commissioni alla Camera e al Senato oltre che in Commissione Vigilanza Rai.

Non sono state rispettate le scadenze, ben tre proroghe (probabilmente illegittime) della concessione passata poi a fine aprile 2017 con i voti di Pd e 5 stelle.

E sia la concessione che il contratto di servizio non sono per nulla chiari, non definiscono in modo dettagliato gli obblighi del servizio pubblico, cosa sia definibile una trasmissione di servizio pubblico. Non è stato risolto alcun problema come indicato dall’Europa che indicava una separazione netta tra società di servizio pubblico e commerciale, né ascoltato quanto raccomandato dalle Autorità che sono venute in audizione.

Avrei molto altro da dire avendo fatto il relatore di minoranza della legge e avendo visto bocciare oltre cento miei emendamenti tra aula e Commissioni che affrontavano tematiche che oggi vedo dibattere come se nulla fosse accaduto, come se fossimo all’inizio di un dibattito, non dopo la fine.

Ma dove era Renzi? Perche non ha fatto queste proposte in questi 3 anni di lavori e dibattiti? Dove erano il ministro competente Calenda e il suo sottosegretario franceschiniano Giacomelli che oggi danno versioni opposte? Dove erano tutti i partiti, i 5 stelle che hanno votato con Pd sia concessione che contratto di servizio? E oggi tutti anche a destra a difendere il canone alla Rai perche hanno paura di essere penalizzati in campagna elettorale dalle potenti lobby interne a Rai? Dove erano tutti in questi anni e in questo dibattito che ormai è fuori tempo a meno di non rimetterci le mani col nuovo Governo?

Credo che quanto ha detto Renzi sia solo un forte attacco a Berlusconi che vorrebbe una Rai con più canone e meno pubblicità in modo da recuperare qualche centinaio di milioni per le tv nazionali private e ovviamente prima fra tutte Mediaset.

Ma Renzi attacca anche il sistema lobbistico Rai che non riesce nonostante tutto a controllare come vorrebbe. Basta pensare che ha fatto fuori il direttore generale Campo dall'Orto subito dopo la sconfitta referendaria del dicembre 2016 considerandolo uno dei colpevoli. Renzi dice invece a Berlusconi: "Attento Silvio che tolgo il canone, aumento la percentuale pubblicitaria in Rai e ti faccio saltare qualche centinaio di milioni, altro che diminuirla!"

Noi cittadini in questa querelle non c'entriamo nulla, come d’altronde non si è data alcuna pubblicità alla nuova concessione di 10 anni che consegna alla Rai 20 miliardi di euro senza obblighi precisi di servizio pubblico ne dicendo quali si possano definire programmi di servizio pubblico e quali commerciali, mantenendo sulla Rai sia il canone che la pubblicità e sostenendo che solo la Rai qualsiasi cosa faccia produce servizio pubblico.

Non è il contenuto quindi definibile servizio pubblico ma chi lo produce: se va in onda su Rai qualsiasi cosa è servizio pubblico, se va in onda su altre emittenti, anche fosse una mega emergenza che magari Rai peraltro non copre, non è servizio pubblico. Questo si è fatto con la nuova concessione voluta da Renzi, Giacomelli e Calenda.

Questo è quello che ritengo giusto sappiamo i cittadini di questo assurdo dibattito che mi lascia ancor più amareggiato di quello che ho vissuto come parlamentare e mi conferma molte perplessità sul voto

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