Cronaca

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Nel grande marasma di parole non seguite dai fatti, come ha fatto rilevare con grande schiettezza il presidente della Carige, Giovanni Berneschi, la festa delle due navi di Costa Crociere che oggi vengono battezzate a Genova è un segnale di ottimismo concreto, non fondato sul nulla come troppe storie genovesi. Genova e la Liguria (perché Costa ha scelto Savona come scalo principe) e presto anche La Spezia diventano un arco magico del turismo del mare. La Liguria che ha perso negli anni passati tante occasioni per lanciare la sua anima dedicata al tempo libero, trova oggi la grande chance: essere al centro di un business turistico e commerciale di alto valore.

Ora gli amministratori devono sapere cogliere la palla al balzo, senza tentennamenti, e puntare su questa strada. Intanto il porto che ha necessità di attrezzarsi al più presto per l’attracco delle grandi navi come la Pacifica e la Luminosa, quindi dragaggio dei fondali, allestimento di strutture di accoglienza efficienti ed eleganti per un pubblico di viaggiatori esigenti. Poi la macchina dell’ospitalità. La città è bella, il centro storico, almeno in parte, può tornare ad essere frequentabile a tutte le ore se ci saranno invece delle ronde i poliziotti e i carabinieri a controllare. I commercianti devono attrezzarsi per aprire i negozi, lo stesso vale per bar e ristoranti. E qui il ruolo di Comune, Provincia, Camera di Commercio è strategico.

Un viaggiatore che s’imbarca a Genova o scende a Genova deve essere così attratto dalla città e anche dalle sua bellezze misteriose, da volerci ritornare. I grandi hotel di lusso ora ci sono. Il sindaco deve puntare molto sul completamento del progetto di Piano per il porto antico, sulla pulizia della città. Il Prefetto deve essere il garante della sicurezza. Agli altri enti il compito di giocare la loro parte coordinandosi con gli altri protagonisti. Facciamo uno sforzo tutti per diventare più ospitali, per imparare l’arte dell’accoglienza, della disponibilità verso i visitatori. E che, davvero, la giornata di oggi sia l’inizio di una stagione diversa. Almeno, proviamoci un’altra volta.