È andato praticamente deserto il bando di "autoprotezione" per attività alluvionabili a piano strada. In soldoni, la Regione finanziava barriere, paratie e pompe idrauliche per salvarsi dal fango, o almeno limitare i danni, a fronte di una perizia che accertasse almeno 5 mila euro di spese necessarie. Pochissime le domande presentate entro il 31 luglio, così la scadenza è stata prorogata al 30 ottobre.Sul piatto ci sono ben 10 milioni da suddividere. Calcolando 5 mila euro a domanda, ben duemila tra negozi, uffici e magazzini potrebbero usufruirne. La procedura è semplice. Un aiuto arriva da Ascom Genova, come ricorda il suo presidente Alessandro Cavo: "Siamo a disposizione per aiutare a compilare le domande e far eseguire la perizia da ingegneri convenzionati. Poi seguiamo tutto l'iter della pratica. Basta prendere un appuntamento con noi".
Porte aperte, dunque, alla sede genovese di Ascom in via Cesarea. Il consiglio è quello di non temporeggiare troppo: "Invitiamo tutti gli esercenti ad aderire, chi prima arriva meglio alloggia. Le opere idrauliche sul territorio sono importanti - dice Cavo - ma nel frattempo c'è la concreta possibilità di prendere contromisure per salvaguardare il patrimonio commerciale".
Un bando che potrebbe dare respiro ai commercianti genovesi, puntualmente "falcidiati - lamenta Cavo - da una nuova altissima rata della Tari. Bisognerà abituarsi a non vedere più le strade di Genova popolate da tanti negozi. Solo alcune rimarranno vie commerciali, i costi sono troppo alti". Se a questo si aggiunge la probabile nuova stangata legata al rischio emergenza rifiuti, lo scenario diventa desolante.
"Però sono pieno di entusiasmo - conclude Cavo - perché in questa città il turismo cresce a vista d'occhio e abbiamo il maggior numero di botteghe storiche in Italia. Sono carte che possiamo e dobbiamo giocarci".
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