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No, per favore, liberateci dal tunnel sotto il Porto!

di Mario Paternostro

venerd́ 18 agosto 2017
No, per favore, liberateci dal tunnel sotto il Porto!

Anche questa nuova giunta comunale di Genova ci è cascata e ha fatto riemergere dalle acque limacciose del Mandraccio e della Darsena l'inutile progetto del tunnel sotto il porto. Una idea balzana venuta fuori tanto per dire qualche cosa molti anni fa e subito cancellata saggiamente (allora) perché semplicemente sciocca.

Un tunnel sotto il porto di Genova che collega la zona di San Benigno con un'area indefinita e complicata che va dalle Riparazioni alla Fiera comporterebbe secondo i tecnici che lo criticarono un complicatissimo problema di uscite e innesti nella circolazione della città, che in questa zona è già di per se abbastanza compromessa. Per non parlare dei costi.

Insomma un progetto che ci auguravamo la giunta Bucci avesse completamente dimenticato, mentre purtroppo il consigliere delegato Maresca lo ha tirato fuori chissà da quale cassetto, facendosi trascinare dai venti fino a ora favorevoli in una palude fangosa.

La speranza di cancellare la Sopraelevata, di abbatterla secondo alcuni buontemponi, è come l'influenza. Si ripropone mettendo in bocca a qualche architetto o urbanista di passaggio, frasi che non stanno in piedi. Genova senza Sopraelevata è una città paralizzata. Basta vedere che cosa accade quando sulla Aldo Moro si verifica un tamponamento: code infinite che si ripercuotono su tutto il traffico cittadino e condizionano anche il nodo autostradale di Genova, destinato a rischiare il collasso fino a quando non ci sarà la Gronda.

Speriamo che Maresca abbia ripescato la bufala del tunnel sottomarino per una cattiva digestione dopo una cena a base di peperoni. E ora pensi ad altro, a cose più utili per il traffico genovese, a soluzioni più serie per smaltire il peso dei tir che entrano e escono dallo scalo.

Ma soprattutto che brindi alla Sopraelevata e a chi, negli anni Sessanta, vincendo parecchi contrasti, la ideò, la impose e la costruì in tempi record! Con due sindaci targati Dc, Pertusio e Pedullà e qualche ministro che a Genova e alla Liguria pensava anche quando stava nei suoi uffici romani.

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