CRONACA

Si stava pulendo le scarpe e ne ha perso una in acqua

Migrante 16enne sudanese annega alla foce del Roja

marted́ 13 giugno 2017
Migrante 16enne sudanese annega alla foce del Roja

VENTIMIGLIA - E' stato recuperato in serata dai sommozzatori dei vigili del fuoco con la Guardia costiera il corpo del migrante sudanese annegato nel pomeriggio nello specchio acqueo di fronte alla foce del fiume Roya, a Ventimiglia. Il corpo era adagiato su un fondale di alcuni metri davanti al luogo in cui era scomparso.

Il giovane sarebbe annegato nel tentativo di recuperare una scarpa finita in acqua mentre la stava lavando. Probabilmente non sapendo nuotare, è finito dove non si tocca ed è affogato. La salma è stata caricata su un gommone della Guardia Costiera e trasferita al porto di Bordighera.

Sul posto sono giunti i parenti, in particolare una sorella che avrebbe confermato che si tratta del fratello. Sono intervenuti capitaneria di porto, 118, Carabinieri, Finanza e polizia.

"È una morte che fa rabbia e di fronte alla quale lo Stato non può chiudere gli occhi", commenta Intersos. "Da tempo - afferma Daniela Zitarosa, assistente legale del progetto Intersos a Ventimiglia - denunciamo la condizione di inaccettabile degrado del campo sorto sotto il ponte sulle rive del fiume Roya: 250 persone, un terzo delle quali monitorate da Intersos come minori non accompagnati, vivono da mesi senza accesso all'acqua e ai servizi igienici, in condizioni di estremo disagio e vulnerabilità".

La drammatica storia di oggi, afferma Cesare Fermi, responsabile migrazione di Intersos, "nasce da una perdurante e vergognosa condizione di degrado, deliberatamente alimentata nel territorio di Ventimiglia da una politica di militarizzazione, repressione e negazione dell'accoglienza: respingimenti arbitrari di minori da parte della polizia di frontiera sul lato francese, rastrellamenti e deportazioni sul lato italiano. Sul fiume Roya, le persone vivono in una condizione igienico-sanitaria che sarebbe impensabile nei campi del Medio Oriente o dell'Africa nei quali Intersos lavora. Non ci può essere gestione dei flussi migratori senza il rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone". 

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