IL COMMENTO

La necessitÓ di un sostegno all'agricoltura ligure

Mai dire Mai

di Gilberto Volpara

venerdý 15 dicembre 2017
Mai dire Mai

L'ultima puntata di Viaggio in Liguria è stata dedicata al comparto agricolo. A Terrazza Colombo, i massimi dirigenti di Coldiretti regionale e soprattutto giovani lavoratori della terra hanno ribadito, una volta in più, le problematiche del momento all'assessore Stefano Mai.

Una lista infinita: invasione di ungulati, eccessiva  burocrazia, concorrenza sleale nel mondo della pesca e soprattutto ritardi nei finanziamenti pubblici che centinaia di aziende avevano conteggiato di incassare già da mesi confidando su quelle somme per investimenti o pagamenti di fornitori.

Hanno espresso grande preoccupazione con la solita dignità contadina, senza alzare le voce, ma al tempo stesso non tacendo una situazione che potrebbe rivelarsi priva di ritorno per un intero comparto. Accanto, alcuni ragazzi provenienti da ciascuna delle quattro province liguri hanno dato un'immagine di gente volonterosa e ancora convinta che tra zafferano, vigne a strapiombo sul mare, olive taggiasche e piantine grasse anche in Liguria si possa costruire un futuro agricolo.

  Citando il gergo di un direttore di Coldiretti, quando i buoi non sono del tutto scappati ma le porte delle stalle già abbondantemente aperte, giunge l'ipotesi ultima del cucinosofo: un patto per la terra con all'interno ogni soggetto coinvolto nella fatica quotidiana dei campi. "Senza un lavoro di squadra, l'agricoltura ligure resterà emarginata come è successo fino a oggi nonostante rappresenti un'economia non inferiore a molte altre" dice Sergio Rossi. Alla proposta del tipico buon senso di chi vive le montagne, la risposta è connotata da generale ed entusiasmante gradimento.

Un'unica postilla, in ogni settore contano i risultati. Quanto sanno fare contadini e allevatori di Liguria è sotto gli occhi di tutti e chi non l'avesse colto, ogni giovedì mattina, può visitare i banchi di Campagna Amica nelle centralissima piazza genovese di De Ferrari.  Sono sotto gli occhi di tutti anche le buone intenzioni della politica, di chi governa l'agricoltura in Liguria.

Peccato che tra il fare degli uni e l'intenzione di fare degli altri finisca sempre per mancare un aroma, per dirlo alla contadina, fondamentale, il profumo dei soldi, le risorse da mettere nei campi. L'agricoltura ligure ha bisogno di rapidi sostegni, al di là di quanto già si sta facendo con le decine di bandi aperti. Perché i risultati ancora mancano, come i mille posti di lavoro persi nei campi in Liguria nell'ultimo anno sono lì a testimoniare.

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