Genova - Tac, risonanze magnetiche o mammografie sono sempre più spesso effettuate in strutture private. Un italiano su cinque - secondo un'indagine del Censis - negli ultimi sei anni ha pagato di tasca propria per eseguire accertamenti diagnostici.
La ragione? Nelle strutture pubbliche le liste d'attesa sono troppo lunghe. "I tempi d'attesa non sono diminuiti — sottolinea Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva - gli assistiti continuano a segnalare liste "chiuse", con la conseguente impossibilità di prenotare; pagando, invece, ottengono la stessa prestazione in tempi adeguati.
Grandi speranze erano state riposte nel Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2010-2012 (varato nel novembre del 2010) che stabilisce - tra le altre cose - tempi massimi d'attesa, i codici di "priorità temporale" e corsie preferenziali per chi ha malattie oncologiche e cardiovascolari; inoltre in caso di mancato rispetto del Piano per contenere le attese, alle Regioni inadempienti possono essere sospesi i finanziamenti integrativi, nell'ambito del riparto del Fondo sanitario nazionale.
I risultati sperati non sono arrivati e gli esperti del Ministero della Salute, dell'Agenas (Agenzia servizi sanitari regionali) e delle Regioni sono già al lavoro per stilare il nuovo Piano nazionale di contenimento delle attese per il prossimo triennio.
Notizia a cura della Redazione di Primocanale
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caruggi il 13/06/2012 alle ore 03.14
giorgio ti inviterei una notte nel mio reparto cosi ti puoi fare un idea precisa su come si lavora sabato domenica natale capodanno pasqua pasquetta e tutte le sacre feste.chi ci protegge scusa?????i sindacati?????ma se si vendono ai dirigenti per 4 soldi...le tue sono frasi fatte e luoghi comuni.porta rispetto per chi assiste e cura i tuoi cari nonostante una politica aziendale demente .grazie
capinera il 12/06/2012 alle ore 17.24
troppi part-time c'e chi lavora solo quindici giorni al mese
questi sono i risultati
Peppe il 12/06/2012 alle ore 16.25
Continua ad essere una vergogna.Si pensi a chi ha bisogno e non può permettersi di pagare in una struttura privata.Intanto i nostri amministratori continuano a guadagnare i loro lauti stipendi e tutti noi continuiamo ad assistere alla sobrietà delle centinaia di manifestazioni che continuamente si svolgono sperperando in barba alla crisi quei soldi pubblici che vengono "prelevati" dalle nostre paghe e pensioni.
diritto il 12/06/2012 alle ore 16.04
pensate che la fornero vuole eliminare la detrazione fiscale del 19% sulle spese mediche che i privati sostengono. Ogni altro commento e' superfluo
GIORGIO il 12/06/2012 alle ore 14.30
siamo sicuri che la struttura pubblica non abbia intrallazzi, d''accordo con sindacalisti e congreghe varie, visti gli enormi giadagni delle strutture private grazie all'assenteismo/al pelandronismo dei pubblici dipendenti protetti dai sindacaLISTI? IO PENSO DI SI E CREDO SIAMO IN MOLTI A PANSArla cosi...
SODA CAUSTICA il 12/06/2012 alle ore 13.14
Di questo si deve occupare La Regione non di fuochi e mortaretti, cerca di capirmi, Claudio!!!!!!!1