IL COMMENTO

L'invettiva

Le nostre primogeniture: un assenteista in mutande e l'harakiri della Vespa

di Franco Manzitti

martedý 26 gennaio 2016

Primogeniti di che? Una volta Genova aveva sempre qualche primato da rivendicare. Nel bene e nel male. I primi a inventare soluzioni politiche nuove nel complicato Dopoguerra e sopratutto quando era finita l'era della contrapposizione frontale tra Dc e Pci. Il primo centro sinistra comunale, DC con il Psi, insieme a Milano, nel 1961.


Primogeniti di che? Una volta Genova aveva sempre qualche primato da rivendicare. Nel bene e nel male. I primi a inventare soluzioni politiche nuove nel complicato Dopoguerra e sopratutto quando era finita l'era della contrapposizione frontale tra Dc e Pci. Il primo centro sinistra comunale, DC con il Psi, insieme a Milano, nel 1961. Una delle prime giunte rosse con lo storico accordo per governare la città nell'aprile del 1974 tra il Pci e il Psi, cacciando la DC all'opposizione.

Ahimè, i tragici primati nel terrorismo con gli anni di piombo incominciati qua, prima che altrove, con la fondazione delle Br in una sala religiosa di Chiavari, le imprese ante litteram della Banda XXII Ottobre, i cosidetti “Tupamaros della Val Bisagno”, che rapirono Sergio Gadolla e uccisero il fattorino Floris e ancora il primo grande rapimento con sfida allo Stato degli uomini con la stella a cinque punte, le Br, del magistrato Mario Sossi, il primo omicidio rivendicato da quei terroristi con il procuratore generale Francesco Coco.

Ma ci sono stati anche altre primogeniture, sopratutto in materia sindacale: ad ogni misura importante del Governo se c'era qualcosa che toccava i lavoratori, era Genova la prima a fermarsi, a organizzare cortei e scioperi, a reagire, come un sismografo delle tensione sociali nei lunghi anni Settanta e Ottanta.

E ora che primogeniture possiamo rivendicare nel bene e nel male? La città più vecchia d'Italia, d'Europa e forse del mondo con il tasso di vecchiaia, il raffronto tra quattordicenni e ultrasessantacinquenni, davanti a chiunque altro, con tutta una catena di conseguenze da primato che segue questa primogenitura.

La città con il più rapido decremento demografico, passata in venticinque anni da una popolazione che galleggiava tra i 700 e gli 800 mila abitanti agli attuali 570 mila, la città con meno nascite, tanto che qualche papa,  come Giovanni Paolo II, ci aveva censurato con lo stile di  padre Dante Alighieri: “Genovesi genta diversa...”. La città con il crak postindustriale più potente d'Italia, peggio anche di Torino, dimagrita con la Fiat, oltre 100 mila posti di lavoro in meno, sfumati dagli anni Ottanta ad oggi. E nessuna inversione di tendenza, anche dopo il Job Act dei presunti miracoli. Forse  altrove, qua no... Siamo, noi liguri, anche i primi a farci beccare un furbetto del cartellino in mutande, che timbra l'accesso al posto di lavoro, diventando l'icona universale dell'assenteismo.

E infine la primogenitura, che oggi risalta nella cronaca, il più alto numero di moticicli che esista in proporzione alla popolazione, 180 mila su una popolazione di 570 mila e noi gli spariamo addosso,  ora che il Comune vuole fermarne ventimila per pulire l'aria. Dimenticandosi che abbiamo un altro primato, meno automobili che altrove e quindi meno inquinamento...

Bisogna stare attenti con le primogeniture, nel bene e nel male. Possono essere dei vantaggi, dei must, come dicono quelli che parlano international, ma girarsi contro, anche se rappresenterebbero un vantaggio, un optional. Insomma se siamo primi con merito non lo facciamo fruttare (vedi appunto le Vespe antiinquinanti fermate), se siamo primi in negativo, ci avvitiamo su noi stessi e continuiamo a precipitare...

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