CRONACA


Le modifiche al Decreto Genova, ecco i dettagli

venerd́ 12 ottobre 2018



GENOVA - Il Governo corre ai ripari sul Decreto Genova, elaborando una serie di emendamenti al testo che hanno lo scopo di migliorarlo: secondo il sindaco di Genova Marco Bucci, nelle proposte “è contenuto il 99% di quello che la città ha chiesto in questi giorni”.

Edoardo Rixi, viceministro ai Trasporti e trait d’union tra la comunità genovese e il Governo di Roma ha spiegato a Primocanale che “l’articolo 1 del Decreto Genova è stato riscritto, aggiungendo i commi bis e ter”.

Si tratta di una piccola rivoluzione che tiene conto delle molte obiezioni che erano state sollevate dopo la presentazione del documento. Eccole nel dettaglio:

Autostrade – Intanto si parte con una significativa novità in materia di ricostruzione del ponte: Autostrade per l’Italia, la società che aveva in concessione il viadotto crollato, resta estromessa da ogni possibilità di partecipare ai lavori ma lo stesso non sarà per le aziende che hanno rapporti con altre concessionarie autostradali. Questa modifica, chiesta sia dal sindaco che dal presidente della Regione, va anche incontro al pronunciamento dell’Antitrust, che riteneva irragionevole l’esclusione ‘a prescindere’ di ogni operatore autostradale. Il Commissario potrà inoltre coinvolgere altri soggetti ‘non pubblici’ nei lavori di ricostruzione, ampliando di conseguenza i poteri a sua disposizione.

Sfollati – C’è poi una previsione di spesa, da mettere in campo subito, di 72 milioni di Euro per gli indennizzi agli sfollati: la somma sarà disponibile, una volta che l’emendamento sarà stato approvato da entrambi i rami del parlamento, già nel corso del 2018. Chi ha perso la casa, però, si dice molto insoddisfatto delle somme previste.

Aziende – C’è poi il capitolo che riguarda le imprese che, a causa del crollo del ponte, hanno perso fatturati: gli emendamenti su questo specifico argomento non sono ancora stati messi nero su bianco ma i viceministro Rixi conferma “che saranno discussi e presentati nei prossimi giorni”. Tra le altre cose sarà prevista la tanto richiesta ‘cassa integrazione in deroga’ per le aziende genovesi (vedremo quale sarà il perimetro su cui il provvedimento sarà applicato).

Porto – Allo stato attuale sembra impossibile che il Governo recepisca la richiesta di garantire l’effettivo 3% di gettito Iva al porto di Genova: se così fosse, infatti, la quota a disposizione dell’Autorità di Sistema Portuale sarebbe molto superiore ai trenta milioni garantiti nel Decreto. Sembra però certo un ulteriore budget di 15 milioni per il porto e altri 10 per l’autostrasporto, uno dei settori più colpiti da questa tragedia.

Proteste – Come detto gli sfollati non sono soddisfatti delle previsioni sugli indennizzi: “Ci aspettavamo mille e abbiamo avuto cinquecento – ha detto oggi Franco Ravera, presidente del comitato degli sfollati – avevamo trattato con la Regione quello che ritenevamo essere un equo indennizzo, ora le cose sono cambiate e faremo sentire la nostra voce”.

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