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Toti: "Irresponsabili". Danesi: "Se non lo fanno chiude il porto"
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 "Il Terzo Valico va messo da parte e va preferito il potenziamento della linea attuale Genova-Milano". Le parole di Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle intervistato a Terrazza Colombo da Primocanale, hanno finalmente acceso la campagna elettorale anche in Liguria. Immediata l'alzata di scudi non solo dal mondo politico, ma anche da quello portuale ed economico in genere.

Una stoccata, quella del pentastellato Di Maio, che ha finalmente messo sul palcoscenico posizioni diverse. Da una parte chi è favorevole al completamento dell'opera, già finanziata dopo anni di attese, dall'altra chi è contrario e lo dichiara con onestà intellettuale e senza giri di parole.

Una posizione che può costare cara in termini di consenso, perché l'isolamento della Liguria, la lentezza dei treni e le carenze della rete stradale sono sotto gli occhi di tutti. Ma Di Maio mostra coerenza, a differenza del tema euro, con tutti i rischi del caso. "Lo definanzieremo - dice - e destineremo soldi al trasporto pubblico".

Il più chiaro di tutti è Gilberto Danesi, amministratore delegato del Psa-Vte di Genova Pra' Voltri: "Il Terzo Valico? Ve lo dico io, è essenziale. Se no chiude il porto", dice a Primocanale. "Più chiaro di così non potrei essere - continua - Speriamo che faccia crescere lavoro e occupazione il prima possibile, l'Italia ne ha bisogno. I traffici a Genova aumentano e aumenteranno ancora di più se potremo portare i contenitori non solo il Val Padana ma anche verso la Svizzera e oltre"

Dura anche la replica del governatore Giovanni Toti: "Sarebbe questo il destino di Genova e della Liguria se vincessero i 5 Stelle. Parole irresponsabili, il Terzo Valico è atteso da anni da tutte le imprese della nostra regione ed è fondamentale per lo sviluppo del porto, terminale strategico per la crescita dell'intero paese". Per il presidente ligure, Di Maio è disinformato: "L'opera è ormai interamente finanziata e i lavori sono in corso di realizzazione, fermarlo ora significherebbe buttare via centina di milioni di euro". E quindi: "Di Maio conferma, con le sue parole, a quale destino di sottosviluppo sarebbe condannata la Liguria e quale danno avrebbe l'intero sistema della logistica del nord ovest con un governo a guida 5 Stelle. Un candidato premier - conclude - prima di parlare dovrebbe almeno informarsi... meditate, gente, meditate", ha concluso.

"La Liguria aspetta da almeno 40 anni il Terzo Valico e ora finalmente è finanziato - aggiunge l'assessore regionale Edoardo Rixi - I cantieri sono aperti e ci sono tempi certi sulla realizzazione. Le nostre imprese e i nostri porti hanno necessità di collegamenti veloci per essere competitivi con il resto d'Europa. Di Maio continui pure a credere nella decrescita felice. Noi crediamo nel rilancio della Liguria con nuovi posti di lavoro e trasporti degni di una regione moderna, porta d'Europa nel Mediterraneo".

E non solo il centrodestra attacca il leader M5s. A intervenire è anche Raffaella Paita, capogruppo del Pd in Regione: "Mentre ormai diamo per assodata un'infrastruttura strategica come il Terzo Valico, arriva Di Maio e dice che bisogna bloccare tutto. E Di Maio non è una persona qualunque: è il candidato premier del Movimento 5 Stelle. La movimentazione delle merci via mare è un settore fondamentale per la nostra regione, Genova è uno dei porti più importanti del Mediterraneo, ma la città sconta ancora un forte isolamento infrastrutturale. Il Terzo Valico, così come la Gronda, ci toglierà da quest'isolamento e farà crescere ulteriormente i traffici".

"Sul Terzo Valico ci deve essere una forte assunzione di responsabilità - commenta Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova - Questa è un'opera trasversale, nessuno può contestarla o criticarla. Qualcuno vorrà dare messaggi forti ma in questo caso c'è unicità di interessi. E ne sappiamo tutti l'importanza". Mentre Alessandro Pitto, presidente di Spediporto, esprime "preoccupazione e stupore. Siamo un'associazione di imprenditori, non vogliamo fare polemica politica, ma determinate affermazioni necessitano una risposta da parte di tutte aziende che hanno a cuore il futuro di Genova e del suo porto".