IL COMMENTO

L'ex tesoriere Pd ottiene un posto nella finanziaria di Tursi

La "rivoluzione" di Bucci nelle nomine: meglio la laurea che la tessera di partito

di Mario Paternostro

domenica 19 novembre 2017
La

Giovanni Battista Raggi, stimato commercialista, era fino a qualche tempo fa il tesoriere del Pd genovese. Non ho idea che tesoro controllasse, ma era un esponente di spicco del partito di Renzi, renziano convinto, addirittura per un certo tempo vicino al filosofo Simone Regazzoni. Ebbene il sindaco di Genova, Marco Bucci, su suggerimento di uno dei migliori assessori della sua giunta, Pietro Piciocchi, ha deciso di nominarlo presidente del collegio del revisori della finanziaria che detiene il controllo delle quote Iren.

Scelta motivata dalla competenza, ragione ostica da far capire a chi fa politica partitica.

Tale nomina ha determinato una modesta bagarre da comari soprattutto sui social, nella quale alcuni esponenti di partiti alleati con Bucci rilevavano l’incongruenza dello spoil system del nuovo sindaco. Ma come, riusciamo dopo trentasette anni a riprenderci Genova, finalmente possiamo piazzare le nostre Intelligenze nei posti-chiave del governo della città e questo marziano ci scombussola le carte? Belin, sbottano le Intelligenze dello spoil, non c’era proprio nessuno "dei nostri" da piazzare in questo consiglio? Ma siamo sicuri? Proprio Nessuno?

Fortunatamente il Bucci non si è agitato, così la comarata è passata del tutto inosservata o quasi, ma ha posto lo stesso un serissimo problema: è ammissibile nella politica locale che un signore eletto sindaco democraticamente (non nominato) dai cittadini scelga come collaboratore chi più gli sconfinfera? O deve sottostare sempre alle esigenze delle segreterie politiche? O meglio: è possibile che un sindaco, con un gesto assolutamente rivoluzionario, scelga un personaggio da mettere in un posto delicato, solo per la competenza e non per la tessera? E se non è de Noantri chissenefrega?

Per le allegre comari di Windsor no. La tessera di appartenenza politica vale come una laurea a Harvard. Come un master a Cambridge.

Bucci, al di là di quello che riuscirà veramente a realizzare, sta cambiando lo stile della politica locale, passo dopo passo, dribblando quando può quelli della Triplice Intesa (Forza Italia, Lega e Fratelli) e le loro richieste, cioè la politica del questo a me e quello a te, uno lì e l’altro là e trallallero trallalà se non capisce una mazza di economia, gestione, tappamento di buchi stradali, sanità, assistenza o tubi rotti di Iren. C’è la tessera che dice tutto. La tessera abilita, vale come un master, consacra, garantisce, tutela e copre.

Strano che le opposizioni, in particolare il Pd che ha vissuto l'epopea della tessera ovunque e ne ha fatto per decenni il suo vangelo (ricordate i medici con tessera?) non capiscano che qui sta la novità bucciana. E che è questo che piace ai cittadini? A me che il simpatico sindaco mi racconti che Genova è “Merravigliuosaaa” interessa fino a un certo punto. Mi rasserena sicuramente dopo anni di Sfigaalpotere, ma tutto qui. Sono tranquillo se mette nei posti di sottogoverno le persone giuste per meriti e competenze e non per fedeltà al partito. Magari sbaglierà, ma almeno ci avrà provato. E pace per Noantri.

Ora questa nomina gliela faranno pesare con altre tutte ben digerite dalle segreterie. Magari rimarrà unica nel suo genere, emblematica, storica e verrà "sanata" da nomine di trombati, ripescati, cambiocasaccati. Ma con la tessera incorporata.

Mi ricorda quando venne scelto per fare l’assessore al traffico un signorino senza patente. Idea che allora suscitò una marea di risate. E che importa se non va in auto? Purché abbia la tessera con su la faccia del suo leader. La patente di guida? Irrilevante per un assessore al traffico.

Coraggio Bucci vada avanti così. Però non esageri a portar via iscritti al Pd che sennò come faranno a farle opposizione?

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